Il presidio
Nannipieri: turismo al passo coi tempi e più sicurezza
Le linee programmatiche dello storico dell’arte «E sui migranti non accettiamo le imposizioni del ministero»
LUCCA. Turismo, sicurezza, economia. Tre pilastri per il programma di Luca Nannipieri, lo storico dell’arte e assessore alla cultura a Cascina nella giunta leghista di Susanna Ceccardi («ma io sono un tecnico, indicato per le mie competenze», precisa) che ormai da settimane ha dato la sua disponibilità a candidarsi come sindaco di Lucca come rappresentante dell’area di centrodestra. Ma non solo: con la sua associazione “Cittadini per Lucca” che a breve partirà con un’iniziativa pubblica ha l’ambizione di «aggregare persone in maniera trasversale fra tutti coloro che sono insoddisfatti dell’amministrazione Tambellini».
L’insoddisfazione si misura anzitutto sul tema della sicurezza e dell’ordine pubblico: «Lucca non è più sicura - spiega Nannipieri - e noi vogliamo sganciarci dalla politica della giunta attuale. Secondo noi il Comune deve fare ordinanze di sgombero per chi non ha una residenza fissa e deve mettere uno stop ai campi nomadi: la situazione attuale non è sostenibile. In terzo luogo bisogna potenziare i vigili urbani in modo che possono dissuadere l’accattonaggio». Nannipieri propone poi di ripetere l’esperimento portato avanti a Padova e Venezia: riunire in un’associazione gli ex appartenenti alle forze armate per aiutare i colleghi a mettere in sicurezza il territorio. Nannipieri chiede una svolta anche sulla gestione dei migranti: «Con il rispetto dovuto alla gerarchia dello Stato e alla tutela della vita delle persone, non si può pensare che la prefettura dica “a Lucca arrivano 200 migranti”. Su questo tema bisogna concordare fra Comune e ministero. Poi, anche sulle case popolari, proponiamo che siano garantite anzitutto a italiani e lucchesi indigenti. Poi, se ci saranno le possibilità, potremo aiutare anche altri».
Il secondo punto portante indicato nel programma di Nannipieri è il turismo. «Bisogna partire da quello che hanno fatto città come Matera, Urbino e Mantova. Lucca deve rinascere dal punto di vista turistico. Bisogna creare una narrazione della città appetibile al turismo internazionale». Questa narrazione andrebbe poi veicolata soprattutto attraverso la tecnologia, utilizzando le app per gli smartphone. Dal punto di vista del Comune, Nannipieri spinge innanzitutto sulla creazione di «un portale di riferimento sul webe su una rivisitazione della bigliettazione, che preveda la possibilità di comperare ticket “modulari” per le varie attrattive. Infine, serve un legame turistico della Versilia: vedere il turista balneare come separato dal quello della città d’arte è una falsa dicotomia». Secondo lo storico dell’arte, Lucca sarebbe in grado di aumentare i visitatori in arrivo («anche di sette, otto volte») senza dover stravolgere il proprio assetto.
«Questo genererebbe un grande indotto e l’interesse di catene internazionali di alto livello per i negozi del centro storico».
Proprio sulla questione del commercio e più in generale dell’economia e del lavoro si incentra il terzo punto cardine del programma di Nannipieri: «Serve una task force sul lavoro. Apprezziamo il lavoro delle organizzazioni di categoria, ma crediamo si possa fare di più, anche da parte del Comune. Che deve privilegiare, per gare e appalti le imprese del territorio. E lavorare a creare sinergie e reti di collaborazioni tra settori e aziende di filiera, oltre a internazionalizzare il richiamo e il nome delle aziende».
Nannipieri, nelle settimane scorse, ha lanciato più di una proposta choc. A partire da quella di una nuova porta da aprire nelle Mura. Sulla quale non torna indietro, nonostante le critiche ricevute: «Non si può escludere a priori. Le città vivono delle trasformazioni e dobbiamo chiederci se vogliamo lasciare un segno che duri del nostro passaggio. Certo, non possiamo fare come Elisa Baciocchi e decidere da soli dove aprirla: serve una condivisione, una discussione. Anche sulla collocazione: certo che, se ci si pensa, fra porta Elisa e porta San Pietro ci sono chilometri senza un’entrata...». (l.c.)
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