Il presidio
Il ricordo di tutti per salutare Annamaria Medri
LUCCA. Come un puzzle composto da tante tessere, così Annamaria Medri ha preso forma nei ricordi e nelle parole di chi ha percorso con lei un pezzo di strada. Sabato sembrava quasi che ognuna di...
LUCCA. Come un puzzle composto da tante tessere, così Annamaria Medri ha preso forma nei ricordi e nelle parole di chi ha percorso con lei un pezzo di strada. Sabato sembrava quasi che ognuna di quelle donne - la maggior parte - e di quegli uomini, presenti alla Croce Verde per un ultimo saluto, portassero con loro un pezzetto di Annamaria.
La sua voce, con quell'accento milanese che te la rendeva subito identificabile; le battute, acute, mai scontate, di un'ironia sottile che riguardava prima di tutto se stessa, per poi estendersi alle vicende e alle debolezze delle tante persone che coloravano la sua vita. L'intelligenza, unita a quella linea rossa di generosità e di senso della giustizia, un'esistenza spesa per gli altri, con i mezzi della propria formazione: la cultura, la parola, l'educazione, il dialogo, il valore della conoscenza. E ancora il volerci essere, così testardamente, così sinceramente: Annamaria c'era sempre, c'era tutta insieme e con le sue infinite sfaccettature, che trovavano ogni volta una sintesi e una spiegazione, lo slancio per approfondire e per ripartire ancora. La vedevi a sedere in prima fila, la sentivi intervenire durante le assemblee o le conferenze, la riconoscevi nelle battaglie per le donne, mentre organizzava un gruppo di lavoro, buttava giù l'ennesimo progetto o stringeva forte uno striscione. Il suo nome e le sue analisi rimbalzavano nei dibattiti sulla Palestina, sul femminicidio, sull'accesso all'istruzione e sui diritti delle donne. Lei era lì, ti camminava accanto, osservava tutto e tesseva fili, che diventavano ponti. Di solidarietà, di avanzamento intellettuale, di speranza. Ognuno, compreso il Sindaco, ieri si è presentato col proprio omaggio a Annamaria, divenuto poi un regalo offerto a tutti quanti, al marito, Francesco, e alle figlie. C'era chi la conosceva bene, un'amicizia lunga decenni, e chi aveva condiviso con lei pochi momenti circoscritti. Eppure c'era qualcosa di spontaneo, di forte, che te la faceva sentire subito vicina, una sorella a cui sei naturalmente legato, indipendentemente dal tempo che vi ha uniti.
Nadia Davini
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