Il Tirreno

Lucca

Pronto soccorso, la Cisl va in procura

Pronto soccorso, la Cisl va in procura

Il sindacato vuol capire se ci sono responsabilità penali nella gestione della struttura. Il Nursind critico sul nuovo ospedale

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il caos al pronto soccorso preoccupa i sindacati e la Cisl minaccia di fare un esposto alla Procura per verificare eventuali responsabilità penali legate a casi di mala sanità.

La posizione del sindacato (Cisl funzione pubblica) è affidata a una nota stampa: «Siamo preoccupati per la vergognosa situazione in cui si trova la sanità pubblica – recita il comunicato – Recenti articoli stampa hanno dimostrato importanti criticità sparse su tutto il territorio regionale, con particolare riferimento ai pronto soccorso. Nonostante i tentativi di sminuire dette criticità evidenziando fattori che fanno capire l'impreparazione del sistema a fattori prevedibilissimi quali i picchi influenzali e allarme meningite, Cisl rileva come a pagare siano sempre i cittadini e il personale dipendente. Ai cittadini viene chiesta sopportazione, ai dipendenti che già lavorano oltre ogni umana partecipazione viene chiesto invece di fare ore di straordinario. Ma dove sono finite sicurezza e qualità? È ovvio che il sistema sanitario regionale sta fallendo. Un sistema che non riconosce più l'aspetto universalistico e solidaristico, costruito solo in termini ragionieristici, fatto di tagli al personale, ai posti letto, ai servizi». Poi il riferimento alle vie legali: «A tutela dei cittadini, del personale e dei servizi – prosegue la nota – Stiamo valutando di sottoporre al procuratore della Repubblica le problematiche presenti nella sanità lucchese al fine di una verifica sul tipo di organizzazione che, nel caso di episodi di mala sanità, possono essere individuati specifici reati a carico dei responsabili».

Toni vibranti anche nel comunicato diffuso dal Nursind, il sindacato degli infermieri, che discute l’intera gestione del San Luca: «Il nuovo ospedale di Lucca è al collasso – spiega il comunicato – Qualcuno ha fatto male i conti sul numero dei posti letto necessari a soddisfare le esigenze di salute della popolazione. Che il presidio ospedaliero di Lucca fosse limitato per la degenza, è sempre stato chiaro e scritto nero su bianco, sin dal momento dell’apertura. Sono trascorsi ormai 2 anni, un periodo di caos nel corso del quale sono stati disattivati interi reparti e servizi, interi settings di degenza lasciati inutilizzati per sopperire alla mancanza di personale. Anche il nuovo anno è iniziato all’insegna del disagio per chi sfortunatamente ha avuto bisogno di cure ed assistenza. A cominciare dal caso dell’uomo a cui è esploso un petardo: ha dovuto aspettare ore ed ore al pronto soccorso, come del resto molte altre persone». Il Nursind torna poi sulla questione dei posti letto: «Sono troppo pochi, come abbiamo sempre dichiarato pubblicamente. Nel periodo invernale, dove si assiste ad una vera e propria epidemia influenzale il caos regna sovrano. In tutti i settori ospedalieri si avverte un profondo disagio sia per tutto il personale sanitario che per le persone bisognose di cure. Si cercano disperatamente strategie “tampone” per garantire un posto letto, che spesso è introvabile, mediante dimissioni precoci o prolungando i tempi di permanenza in pronto soccorso».

Si torna poi al nocciolo della questione: il pronto soccorso. «Sono mesi – prosegue la nota – che abbiamo richiesto un intervento immediato dei vertici aziendali per risolvere la questione drammatica del pronto soccorso di Lucca, in cui per carenza di posti letto ospedalieri si è allestito all’interno dello stesso il fatidico “destino”; uno pseudo settore di degenza in cui le persone attendono ore ed ore, sopra delle barelle, un fantomatico posto letto nei reparti di destinazione. Già il nome assegnato a questo luogo (destino), in cui vi è una promiscuità di disciplina medica, chirurgica, di età e di sesso, ci fa capire quali posso essere le condizioni dei poveri malcapitati e degli scarsi operatori presenti, che pur cercando di soddisfare i bisogni di salute delle persone presenti si ritrovano spesso a dover contenere episodi di ira e di aggressione. Purtroppo quello che preoccupa maggiormente è che ormai tutto questo scenario sta diventando routine. Il fenomeno “carenza posti letto” per mancata assunzione dipersonale sanitario è palese, come è palese che presto l’azienda ricorrerà ad un’ulteriore chiusura di ben 12 posti letto di medicina d’urgenza, come preannunciato, per evitare di potenziare gli organici del personale. Fino ad oggi è stato reclutato personale infermieristico e di supporto spostandolo da un servizio ad un altro o richiamandolo continuamente in servizio durante il giorno di riposto ed infine si è giunti anche all’utilizzo dell’istituto di reperibilità, anche in settori come medicina e chirurgia, ma nonostante questo, non si riesce a garantire la continuità dei servizi e a soddisfare l’elevata richiesta di cura ed assistenza alle persone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera