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«Per la Casa del Boia un iter anomalo»
Secondo Giorgi (M5s) il ristorante, sulla carta al servizio del museo, è privilegiato su tutto il resto
LUCCA. «Casa del Boia a servizio della via Francigena o a servizio degli affari altrui?»: a fare la domanda la consigliera del Movimento 5 Stelle Laura Giorgi, che contesta l’iter di apertura della struttura all’altezza del Baluardo San Salvatore.
«Un iter anomalo – scrive Giorgi – ma potremmo dire una "mala gestio" con tanto di danno all'immagine dell'Ente, che pubblicamente agisce, anche stavolta, in contrasto alle leggi, pur maneggiandosi tanti soldi. Un ristorante che deve servire a complemento di un servizio museale apre ben tre mesi prima dello stesso museo. Ma non finisce qua: mentre il ristorante è sempre aperto provate a telefonare al numero di riferimento del Museo "Casa del Boia" (lo 0583 496554). Vi risponderà un disco che recita: “Museo via Francigena entry point museo la Casa del boia. Fino al primo novembre siamo aperti tutti i giorni con orario continuato dalle 10 alle 19 con tariffa promozionale due per uno”. Bene e dopo? Dopo, il disco non dice altro. Noi volevamo visitare il museo “Casa del Boia”, ma, non siamo riusciti a sapere quando lo si trovasse aperto.Eppure nel capitolato è chiaramente scritto che il concessionario dovrà garantire l'apertura giornaliera del complesso almeno nella fascia oraria 10-19, ma questo pare ormai non valere, perché si privilegia solo il ristorante che rende».
«Il concessionario – riprende l’esponente del M5s – ha tranquillamente avviato l'attività senza che ci fosse stato un vero verbale di consegna degli immobili, senza che ci fosse stato un vero verbale di fine lavori da cui partono i 9 anni di concessione con canone di affitto privilegiato, con una scia ritoccata dal Suap nei tre mesi successivi all'apertura, con la polizia municipale che fa un sopralluogo e non redige il verbale dello stesso, con la sovrintendenza che non risponde alla Pec di un consigliere comunale isulla fondatezza del verbale di consegna, con un sindaco e un segretario comunale e un dirigente che non rispondono alla Commissione controllo e garanzia che afferma che tale apertura è stata irregolare. E poi nemmeno si rispetta il capitolato? Bene allora se certi cittadini stanno zitti è perché sperano di avere, anche loro, simili vantaggi? Comunque a noi interessa far conoscere le cose, e tutto quanto affermiamo è contenuto in prove documentali, controllate e verificate. Ognuno porti pure avanti le sue scelte come crede, l'intoccabilità non dura per sempre. Ne siamo certi».
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