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In 50 al presidio contro il circo, tensione e litigi
Lucca: scambi verbali “coloriti” con gli spettatori. Scaramuccia anche fra due manifestanti
LUCCA. Erano una cinquantina circa i manifestanti che, nonostante il clima inclemente e le temperature vicine allo zero, si sono ritrovati al piazzale delle Tagliate per protestare contro l'utilizzo degli animali nei numeri del circo Miranda Orfei, che in questi giorni ha fatto tappa in città. Una protesta che, pur essendo stata effettuata anche negli anni passati, questa volta ha avuto una particolare eco proprio a causa della rigidità di questo inverno lucchese.
Fin dall'arrivo del circo, infatti, è stato diffuso sui social network un filmato in cui si vede un elefante esposto alle temperature notturne senza alcuna copertura, in una situazione di evidente disagio, tale da catalizzare l'indignazione e la contrarietà di molti verso questo genere di sfruttamento animale e da attirare attivisti dall'intera toscana per partecipare al presidio di protesta e sensibilizzazione davanti al tendone: «Forse le persone non si rendono conto - dice Claudia Corsini, presidentessa di Riscatto Animale - delle sofferenze a cui questi animali vengono quotidianamente sottoposti, fin dalla nascita e per tutta la loro vita. Dietro gli animali ammaestrati c'è sempre violenza e coercizione, e le loro condizioni di vita nei circhi itineranti sono terribili: spostamenti frequenti, condizioni igieniche scarse in spazi ridottissimi, catene e mortificazione costante rendono la vita di queste creature un inferno».
«Con la nostra presenza qui oggi speriamo di riuscire a farlo capire anche alle persone che sono venuti ad assistere a questo spettacolo mortificante: se non altro la nostra presenza li obbligherà a spiegare ai propri figli il motivo per cui protestiamo». Una manifestazione pacifica, fatta di striscioni, palloncini e fischietti, ma decisamente non pacata.
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Dopo un'ora circa di attesa, all'uscita dei primi spettatori la temperatura improvvisamente si alza di alcuni gradi: la protesta prende il sopravvento sulla sensibilizzazione e molti spettatori non sembrano gradire i cori che vengono loro indirizzati, tanto da dare luogo qua e là a coloriti scambi verbali. Pochissime sono le persone che si fermano a parlare con gli attivisti condividendo le loro ragioni, mentre la maggior parte sembra avere come unico pensiero allontanarsi rapidamente dalla situazione imbarazzante. Un clima acceso che comunque, sotto gli occhi attenti del personale della questura, non travalica mai il limite dell'accettabilità.
Solo in una occasione dal confronto verbali si è stati vicini al passare allo scontro fisico e, paradossalmente, a vedersi contrapposti sono stati proprio due attivisti. Uno dei manifestanti infatti ha contestato le modalità della protesta in corso sostenendo invece la convenienza di una condotta più pacifica e di dialogo, attirandosi per questo le invettive di un compagno. Dopo una breve scaramuccia i due sono stati prontamente separati, evitando che dalle parole si passasse ai fatti.
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