Il Tirreno

Lucca

Vertenza Snai, sindacati uniti contro l’Inps

Uilm e Uiltucs intervengono sulla classificazione dei lavoratori: a rischio i contratti di solidarietà

2 MINUTI DI LETTURA





PORCARI. Vertenza Snai, si mobilitano anche le altre sigle sindacali. Uilm e la Uiltucs intervengono sulla questione della classificazione dei lavoratori da parte dell'Inps che rischia di aprire un nuovo conflitto. «Gli sviluppi che si stanno delineando riguardo all'inquadramento previdenziale Inps disegnano uno scenario surreale - dicono i rappresentanti sindacali Giacomo Saisi e Giovanni Sgrò - siamo di fronte ad una azienda come la Snai che da quindici anni versa regolarmente i contributi previdenziali per tutti gli ammortizzatori sociali per l'industria all'Inps di Lucca, anche per i lavoratori inquadrati con il contratto del commercio e, che svolgono attività sul mercato e non meramente di terziario. Quindi rimaniamo basiti dalla presa di posizione della sede nazionale dell'istituto che inquadra l'azienda con un codice che non prevede la possibilità di utilizzare ammortizzatori. Vista la storia dell'azienda riteniamo questa posizione priva di fondamento».

Una situazione che alimenta la preoccupazione tra i lavoratori (64 in esubero nella sede centrale di Porcari). «Questa titubanza ci preoccupa, perché, se questa decisione fosse confermata e definitiva causerebbe forti problemi nella gestione della crisi e degli eventuali esuberi da dover coordinare».

Per i sindacati il rischio concreto è privare i lavoratori di alcuni ammortizzatori sociali come i contratti di solidarietà, «più adatti a rilanciare l'azienda sul mercato del gioco e delle scommesse e perché inclusivi, tali da non escludere completamente i soggetti dalle attività produttive” sostengono l'unione italiana dei metalmeccanici e l'unione turismo, commercio e servizi. «Inoltre ci permetterebbero di avere la copertura per un periodo di 36 mesi (anziché 24 previsti dalla cassa integrazione) in quanto tutti lavorerebbero meno ma il lavoro continuerebbe a coinvolgere tutti e consentirebbe di provare ad agganciare una possibile ripresa del mercato in un arco di tempo più ampio. Come Uilm e Uiltucs vogliamo mettere in risalto la forte preoccupazione che c'è sia tra i lavoratori del metalmeccanico che del commercio per l'evolversi di questa vicenda e, per come l'azienda stia gestendo in maniera unilaterale certe situazioni, le organizzazioni territoriali devono continuare a presenziare e presidiare tutte le attività interne garantendo i diritti di tutti i lavoratori perché questo periodo non si deve abbassare l'attenzione dell'attività quotidiana». (n.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera