Il presidio
Per il vertice una riunione del comitato
Giovanna Cagliostro attende l’ufficialità per avviare il percorso istituzionale
LUCCA. Come dieci anni fa quando Lucca ospitò il 24 novembre 2006 il vertice tra il governo italiano (allora rappresentato dal presidente del consiglio Romano Prodi) e quello francese (guidato dal presidente della Repubblica, Jacques Chirac) i riflettori del mondo saranno accesi sulla nostra città il 10 e l’11 aprile per il G7 dei ministri degli Esteri. Un banco di prova di fondamentale importanza anche e soprattutto per il comparto sicurezza. Sarà necessario allestire anche stavolta la cosiddetta «zona rossa» - un tratto di strada quasi invalicabile che garantisca l’incolumità per le personalità politiche e al tempo stesso la possibilità di evitare al massimo i disagi per residenti e lavoratori - individuare i punti nevralgici, allestire un adeguato servizio d’ordine e ottenere dal ministero un numero di carabinieri, poliziotti e finanzieri adeguato alle necessità e ai pericoli del delicato periodo storico in cui stiamo vivendo. Il prefetto Giovanna Cagliostro sentita al telefono al momento attende lunedì la conferma ufficiale dal ministero degli Esteri (ma ormai è certo che il vertice dei ministri dei sette paesi più industrializzati del mondo si terrà a Lucca): «Cautela e buon senso istituzionale servono per avviare un percorso con la stampa fatto di certezze formali. Lunedì saprò essere più precisa». Non è difficile ipotizzare che già nel mese di gennaio o al massimo ai primi di febbraio ci saranno uno o più incontro in Prefettura con il comitato di sicurezza e ordine pubblico ritagliati su misura per un summit di caratura mondiale che deve essere preparato nei minimi dettagli. Il questore Alessandro Giuliano si limita a confermare - come già riportato nell’edizione di giovedì de «Il Tirreno» - che nel mese di novembre ci sono stati sopralluoghi del ministero nei luoghi individuati come sedi papabili per il vertice. Palazzo Ducale, l’auditorium di San Romano, il complesso del teatro del Giglio e di San Girolamo. Tutte sedi che si trovano molto vicine tra loro e permettono alle varie delegazioni di muoversi rendendo più facile il compito degli incaricati alla sicurezza e quindi delle forze dell’ordine. «Al momento è prematuro parlare di sicurezza sintanto che non ci verranno fornite precise indicazioni e avremo un quadro preciso della situazione» si limita a dire il capo della polizia locale. Al di là della zona rossa - che potrebbe essere individuata nel perimetro di piazza Napoleone e nelle vie limitrofe - c’è da pianificare il servizio di sicurezza legato agli spostamenti dei ministri e delle delegazioni al seguito dagli alberghi della Versilia o della Piana sino al centro cittadino.
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