Il Tirreno

Lucca

I cattivi odori restano un rebus indagine Arpat non svela la fonte

di Nicola Nucci
I cattivi odori restano un rebus indagine Arpat non svela la fonte

I risultati dello studio effettuato dall’agenzia regionale anticipati dall’assessore Fornaciari Polveri sottili: attivata una nuova centralina che misura l’aspetto dimensionale del particolato

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PORCARI. L'assessore all'ambiente Leonardo Fornaciari fa il punto sugli ultimi sviluppi del caso cattivi odori a Porcari che dall'estate ha attanagliato soprattutto la zona del Frizzone, al confine con il territorio di Capannori. Una "puzza" che ogni giorno (e soprattutto una notte) per diversi mesi non ha dato pace ai residenti. Anzi bisognerebbe usare il verbo al presente, perché sebbene il fenomeno, pare si sia decisamente ridimensionato, complice anche l'arrivo dell'inverno, ogni tanto sembra ritornare a "galla".

Ad agosto, dopo un'esposto di alcuni cittadini e le segnalazioni arrivate anche alla polizia municipale, è partito uno studio da parte dell'agenzia regionale per l'ambiente per provare a comprendere la causa del disagio manifestato dai cittadini, soprattutto nella zona sud, dove la puzza è avvertita in modo più forte e deciso. «Dalle notizie in nostro possesso l'indagine di Arpat si è conclusa, ma possiamo anticipare che non ha rilevato la fonte delle maleodoranze. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma restiamo vigili, essendo quotidianamente in contatto con residenti della zona», dice Fornaciari.

Del resto non è facile "misurare" un cattivo odore con strumenti comuni. Odore diffuso, che non nasce necessariamente nella zona in cui si avverte. Tanti i fattori che possono incidere, dalle condizioni meteo alla direzione dei venti e il cattivo odore può arrivare anche da molto più lontano.

Dagli odori alle polveri sottili. Un fronte che preoccupa sempre di più l'amministrazione comunale che insieme ad Arpat ha da poco riattivato, anzi meglio dire attivato, una centralina innovativa che in qualche modo "misura" anche l'aspetto dimensionale del particolato delle Pm10 tramite campagne di studio e test di prelievo. La situazione è migliorata di poco all'inizio del 2017 e con poca pioggia ed alta pressione, il quadro potrebbe non cambiare di molto fino alla fine del mese. E non va meglio nelle campagne, dove gli "abbruciamenti" di sfalci del verde, vietati fino ad aprile, costellano tutta la conca della Piana di Lucca, l'area più inquinata della Toscana e tra le più dense di smog d'Italia e d'Europa. Intanto i Comuni del Pac (piano d'azione comunale) sono stati costretti a prorogare il divieto per le auto diesel e di accendere i caminetti laddove ci sono altre forme di riscaldamento. «Le ordinanze sono necessarie e in parte anche utili - dice Fornaciari - ma adesso è necessario coinvolgere la Regione ed insieme a sindaci della Piana valutare a fondo la situazione e ragionare in termini di area vasta anche con la Valdinievole».

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