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Lucca

L’artificiere da 11 anni vive ad Altopascio

L’artificiere da 11 anni vive ad Altopascio

Si è trasferito con moglie e figli da Castelfranco di Sotto. È il vice presidente del Club Versilia Chapter

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LUCCA. La sua abitazione in via Regione Marche ad Altopascio è un via vai di amici, parenti e commilitoni. Mario Vece, 39 anni, originario di Acerno (Salerno), l’artificiere della polizia - che tra un mese sarebbe stato promosso ispettore e che è rimsto gravemente ferito a causa dello scoppio del pacco bomba fuori dalla libreria «Il Bargello» di Firenze - vive in quell’appartamento dal 2005 assieme alla moglie, originaria di Caltanissetta, e ai due figlie minorenni.

Si è trasferito ad Altopascio proveniente da Castelfranco di Sotto dove ha vissuto per un lungo periodo avendo lavorato alla questura di Pisa, per poi trasferirsi a Pistoia e Montecatini e successivamente a Firenze. Lui non avrebbe dovuto essere lì al momento dell’esplosione. Era già smontato dal servizio ed era tornato a casa dal lavoro. È stato richiamato dalla questura mentre era sotto la doccia. Una macchina della polizia di pattuglia nel centro di Firenze aveva visto la borsa e allertato gli artificieri. Era la mattina di Capodanno. Lì doveva andarci un collega di Vece che dalla questura non hanno rintracciato perché era già partito per le ferie. Così Mario Vece si è infilato di nuovo la divisa e quando non era ancora l’alba è ripartito in auto per la volta di Firenze dove il destino era in agguato.

Alla moglie del poliziotto, rimasta sempre al suo capezzale, ha fatto visita il sindaco di Altopascio, Sara D’Ambrosio che ha manifestato la proprio vicinanza e quella dell’intera giunta e del consiglio comunale alla famiglia Vece. La donna che al momento preferisce non rilasciare interviste ha avuto comunque parole molto dure nei confronti degli autori del folle gesto: «Chiunque sia stato a compiere questo atto terroristico può essere descritto solo con una parola: assassino».

All’ospedale di Careggi si è recato subito anche lo zio dell’artificiere ferito: Donato Vece. Ex sindacalista dei metalmeccanici della Cisl prima a Pordenone e poi in Regione e oggi pensionato a Roveredo in Piano: «Sono stato a trovarlo in ospedale sia a Capodanno che il 2 gennaio. Mario ha subito numerosi interventi chirurgici. Purtroppo la mano sinistra è irrimediabilmente compromessa mentre uno specialista giunto appositamente da Bologna ha provato a ricostruirgli l’occhio destro sperando che possa recuperare la funzionalità». Oltre al ministro dell’Interno, Minniti, al capo della polizia, Gabrielli, e al procuratore di Firenze, Creazzo (le indagini sono state affidate al sostituto Beatrice Giunti giunta recentemente dal tribunale civile di Lucca), in visita all’agente ferito tanti colleghi della questura di Firenze e gli amici del Club Versilia Chapter, 180 motociclisti con il pallino della Harley Davidson, la passione di Vece.

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