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I MILLE INTRECCI FRA LUCCA E IL SANTA DI TOURS
di ILARIA SABBATINI Secondo un censimento dall'Università di Tours, presentato nell'ottobre 2016 al convegno internazionale in occasione dei 1.700 anni dalla nascita del santo, quella di san Martino...
di ILARIA SABBATINI
Secondo un censimento dall'Università di Tours, presentato nell'ottobre 2016 al convegno internazionale in occasione dei 1.700 anni dalla nascita del santo, quella di san Martino di Lucca è una delle pochissime cattedrali in Italia che possiede una tale dedicazione. Le altre ad oggi censite sono San Martino di Ravenna, la cui dedicazione fu cambiata in Sant'Apollinare nuovo nel IX secolo, e il duomo di Pietrasanta (XIII-XIV secolo), la cui intitolazione pare dipendere da quella lucchese.
La peculiarità del legame tra la città di Lucca e la figura di Martino non è solo nella dedicazione della cattedrale, ma anche nell'impianto iconografico assai elaborato che essa conserva. In facciata era collocato un gruppo scultoreo del XIII secolo attualmente posto all'interno della chiesa: la statua raffigura la carità di Amiens e costituisce uno dei primi gruppi a tutto tondo della storia dell´arte italiana. Nel sottoportico della cattedrale si possono poi ammirare una serie di rilievi del XIII secolo raffiguranti i miracoli di San Martino, quasi ad accompagnare il visitatore nell'accesso alla cattedrale. La vicenda biografica di Martino fa sì che venga considerato patrono dei soldati e dei mendicanti, ma anche dei viandanti. Martino infatti fu un grande viaggiatore e percorse l'area europea dalla zona balcanica fino al confine iberico passando per la penisola italiana. La cronologia della vita di Martino e i suoi molteplici viaggi si collocano tutti entro quel IV secolo che fu così importante per l'affermazione dei pellegrinaggi a Gerusalemme e delle tradizioni dei santi.
Quello del viaggio è un aspetto molto interessante per Lucca dal momento che la città costituiva un nodo importante, al confine tra monte e pianura, per chi seguiva le percorrenze transappenniniche lungo tre importanti aree di strada. La prima passava dal monte Bardone, l'attuale passo della Cisa, arrivava a Pontremoli e scendeva lungo il fiume Magra secondo le tappe descritte da Sigerico (M. Miglio, 1999) oppure, in alternativa, si collegava con la percorrenza della valle del Serchio all'altezza di Pieve Fosciana. La seconda percorrenza, provenendo da Frassinoro, valicava il passo delle Radici incontrando l'ospedale di San Pellegrino e poi scendeva lungo l'alta Valle del Serchio. L'ultima giungeva da Nonantola, passava per Fanano, valicava al passo della Croce Arcana, trovando appoggio nella pieve di Lizzano e a quel punto si biforcava in direzione del pistoiese e della valle del torrente Lima. Le via dell'alta Valle del Serchio e la via della Val di Lima si ricongiungevano alla confluenza dei due fiumi, in prossimità del ponte di Chifenti e il percorso continuava verso Lucca congiungendosi all'antica via Cassia.La sua particolare posizione fu una delle cause della precoce ripresa della vita urbana nella città di Lucca e della fortuna politica che l'avrebbe portata a diventare sede di uno dei due ducati longobardi della Tuscia. Secondo Sulpicio Severo, fervente discepolo di Martino nonché principale autore de. lla Vita Martini, il santo avrebbe attraversato l'Italia viaggiando dall'Isola di Gallinara a Roma e da Roma a Ligugé. Non vi sono evidenze documentarie su questo viaggio, ma sappiamo che all'epoca Lucca rappresentava un nodo viario di primaria importanza lungo le vie consolari della costa tirrenica. Le stesse vie che furono probabilmente percorse da Martino.
* responsabile Arvo
(Archivio digitale Volto Santo)-Sismel
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