Caldaie, il costo del bollino raddoppia
A Lucca si pagavano 10 euro mentre negli altri Comuni 14. Da quest’anno la Regione ha stabilito una tariffa unica: 20 euro
LUCCA. Caldaie, scattano gli aumenti. Da quest’anno il bollino che certifica l’avvenuto controllo sull’impianto di riscaldamento costerà di più. Raddoppia per i lucchesi (da 10 a 20 euro) mentre sale del 30% per gli altri Comuni (da 14 a 20 euro).
A stabilire il nuovo balzello è una delibera della Regione Toscana votata lo scorso 27 dicembre e divenuta esecutiva a partire dal 1° di gennaio. È questa una prima conseguenza del passaggio delle competenze nelle verifiche delle caldaie dalle Province alla Regione. E dire che il provvedimento è motivato per favorire le “economie di scala”, che di solito producono risparmi. Stavolta, invece, hanno sortito l’effetto contrario.
Stangata per i lucchesi. A risentire maggiormente dei rincari saranno i cittadini di Lucca. Fino allo scorso anno la legge consentiva ai Comuni sopra i 40mila abitanti di organizzare autonomamente il servizio. Così palazzo Orsetti aveva incaricato di revisionare i 32mila impianti sotto i 35 kilowatt presenti sul territorio comunale (quelli usati in abitazioni, negozi e uffici) alla sua società partecipata, Lucca Holding Servizi. Questo aveva consentito di tenere bassi i costi per gli utenti. Per applicare il famoso bollino da applicare sul “rapporto di controllo ed efficienza energetica” si pagavano solo 10 euro. Da quest’anno, invece, il compito di effettuare le verifiche sul corretto funzionamento degli impianti sarà affidato a Sevas a un costo raddoppiato.
Gli aumenti riguardano anche gli altri Comuni della Provincia anche se qui la situazione è un po’ diversa. Il compito di rilasciare i bollini era già affidato a Sevas (Viareggio a parte), società partecipata dalla Provincia e mandataria dell’incarico. Il prezzo però era diverso: 14 euro. Ora anche qui se ne pagheranno 20.
Cos’è il bollino. Il bollino per la caldaia a gas o termica è obbligatorio e si paga ogni due anni, eccetto per quelle di prime installazione, esentate per i primi 4 anni. Il famigerato bollino non è altro che una certificazione rilasciata da un esperto, che dopo aver compiuto i controlli sull’impianto e aver eseguito le analisi sui fumi di scarico e sul corretto funzionamento, applica l’adesivo sulla documentazione relativa all’impianto. Si potrebbe pensare che gli aumenti del 2017 siano figli di un servizio migliorato e più accurato. Ma si sbaglierebbe: il caldaista fa quello che faceva prima, solo che ora prende il doppio. Inutile rifarsela con lui visto che la “colpa” va attribuita alla Regione.
La riorganizzazione. I palazzi fiorentini hanno stabilito di riordinare il servizio: via il comma relativo ai Comuni sopra i 40mila abitanti, e incarico dato a una sola agenzia per provincia. Nel nostro caso Sevas. Più difficile motivare i rincari: si dice sia stata fatta una media, che però ha penalizzato non poco il nostro territorio. E non siamo neppure di fronte a scelte definitiva: il 2017 è un anno di passaggio, mentre dal 2018 l’incarico verrà affidato a un soggetto unico regionale. Si tratta della Arrr, l’agenzia per il recupero risorse, che non si è mai ben capito che compiti avesse e soprattutto quali risultati producesse. Probabilmente Arrr dovrà assorbire il personale delle società partecipate dalle Province (vedi Sevas) che fino alla riforma DelRio erano competenti su questa materia. Oltre ai rincari, i disagi per i cittadini si misureranno dal punto di vista pratico: affidarsi a una società che ha degli sportelli sul territorio è più facile quando ci sono da programmare visite a domicilio. Ora si dovrà fare tutto per telefono o via computer.
Lucca fa marcia indietro. La scelta della Regione, inoltre, ha stoppato il piano preparato negli ultimi mesi da Lucca Holding. La società partecipata dal Comune aveva pensato di cedere il ramo d’azienda relativo “al controllo caldaie” a Sevas in cambio di una quota nella stessa società (costo, 85mila euro). L’operazione aveva l’obiettivo di creare un gestore unico provinciale e di uniformare i procedimenti organizzativi. La scelta della Regione ha mandato all’aria il progetto.
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