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Lucca

Trova nove cinghiali al cancello di casa

Trova nove cinghiali al cancello di casa

Secondo avvistamento in pochi giorni a Monte San Quirico, l’assessore regionale Remaschi: «Servono le trappole»

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LUCCA. Ormai sono una presenza quasi fissa, ma non per questo gradita. Stiamo parlando dei cinghiali che, sempre più spesso, si avvicinano alle abitazioni. E per Monte San Quirico ormai rappresentano una costante, come sa bene Nicola Giuntini, un giovane che vive in Corte Poli, a due passi da via di Moriano, al secondo “incontro ravvicinato” nel giro di pochi giorni.

Quattro cinghiali, davanti al cancello di casa, li aveva incontrati nella notte tra sabato 17 e domenica 18. Una scena vissuta nuovamente nella tarda serata di martedì quando, tornando a casa, ha fatto un nuovo incontro. Questa volta gli animali non erano 4, bensì 9, con gli esemplari adulti più grossi di quelli incontrati la volta prima e, particolare più inquietante, con alcuni esemplari molto giovani. Particolare inquietante perché quella presenza sta a indicare che quel gruppo era composto da madri con i cuccioli, madri che, per il senso di naturale istinto di protezione, in queste occasioni sono molto più aggressive e pericolose per gli uomini. «A quel punto – spiega Giuntini – mi sono fermato e ho aspettato che si allontanassero prima di entrare a casa».

Una presenza, spiega il testimone, ormai abituale in zona, al punto che i residenti sono riusciti a classificare ben due gruppi diversi di animali, uno proveniente da sud, dalla Freddana, e l’altro invece che arriva da nord, dal Morianese.

Ma anche una presenza “scomoda” per altri motivi. Non solo per il pericolo diretto rappresentato dall’incontro diretto con questi animali, e non solo per i danni che direttamente procurano in zona, in particolare agli orti e alle varie coltivazioni (comprese per esempio le piante di pesco del padre del giovane).

«Qui siamo a due passi dalla via di Moriano», sottolinea Nicola Giuntini. Ed è facile intuire quali rischi potenziali costituisca la massiccia presenza di questi animali per chi si trova a passare da qui. Un rischio che conoscono bene, solo per fare due esempi recenti, gli automobilisti che sono rimasti coinvolti nell’incidente provocato dai cinghiali che avevano invaso la A11 all’altezza di Capannori, o il giovane di Altopascio rimasto ferito poche sere fa nella sua auto finita fuori strada, dopo un incontro ravvicinato con alcuni di questi animali nel Montalbano.

La soluzione? In zone come Monte San Quirico è impossibile ricorrere all’abbattimento attraverso la caccia (impraticabile in una zona densamente popolata come questa). Ma esiste un’alternativa, fra l’altro potenzialmente anche efficace, visti i comportamenti abitudinari dei cinghiali, ossia la cattura. Il ricorso ai cosiddetti “chiusini”, ossia le trappole. «È chiaro – è il commento dell’assessore regionale alla caccia Marco Remaschi – che dovremo lavorare con le istituzioni e con le Atc affinché questo strumento venga messo in campo».

Luigi Spinosi

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