Il Tirreno

Lucca

Segnali incoraggianti per Kme ma i sindacati restano scettici

Nel vertice in Provincia l’ad ha parlato di un rilancio della produzione e di una ripresa per il 2018 Dall’altra parte però i rappresentanti dei lavoratori non vedono garanzie sul medio e lungo periodo

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BARGA. Dal 2018, se ci saranno le condizioni economiche e produttive, per il polo metallurgico di Fornaci potrebbe arrivare la tanto attesa ripresa, e un ritorno sui mercati tale da scacciare le nubi che – in queste settimane – si sono addensate su centinaia di famiglie della Valle. Se non ci saranno queste condizioni, meglio non pensarci. Questo, in soldoni, l'esito dell'incontro tecnico svoltosi ieri in Provincia, in presenza di amministratori, sindacati e dell'Ad di Kme Group Claudio Pinassi. C'è da essere realisti e, soprattutto, da attendere i frutti dell'ennesima riorganizzazione aziendale, ma per lo meno si torna a parlare in termini costruttivi, anche se naturalmente non ci sono certezze di investimenti e dell’assorbimento dei lavoratori impegnati a Campo Tizzoro nei progetti della Social Valley. Le istituzioni locali vedono la luce in fondo al tunnel, alcuni sindacati mostrano scetticismo, l'azienda manifesta un cauto ottimismo.

Dopo mesi difficili, di tagli e "traslochi forzati" sulla montagna pistoiese, nella delicata partita sul futuro dello stabilmento Kme di Fornaci, si torna a parlare di piano industriale e ripresa delle produzioni di rame. Insomma, stati d'animo contrapposti, frutto anche delle responsabilità nei confronti di maestranze ormai stanche di dover sentire solo notizie di tagli e riduzioni. Alla riunione del tavolo permanente sulla crisi Kme , oltre al presidente della Provincia Luca Menesini, erano presenti il sindaco di Barga Marco Bonini, l’assessore regionale Marco Remaschi, i parlamentari Raffaella Mariani e Andrea Marcucci, i consiglieri regionali Stefano Baccelli, Elisa Montemagni e Gabriele Bianchi, il sindaco di Castelnuovo Andrea Tagliasacchi, il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti in rappresentanza dell'Unione dei Comuni della Garfagnana, i consiglieri provinciali Nicola Boggi e Enzo Giuntoli e i rappresentanti sindacali di Cgil Fiom, Cisl Fim e Uil Uilm, nonché l'amministratore delegato di Kme Italy Claudio Pinassi.

Lo stesso Pinassi, cresciuto professionalmente nel gruppo Kme e tornato ai vertici dopo la parentesi nella Eredi Gnutti, è stato chiaro: «Nonostante la crisi del settore metallurgico a livello europeo, l'agguerrita competitività delle aziende del comparto nonché la forte fluttuazione dei materiali sulle borse europee e mondiali, lo stabilimento fornacino sta rilanciando la produzione con il ritorno all'attività fusoria che dalle 25mila tonnellate/annue attuali punta a toccare le 40mila tonnellate a giugno 2017».

La strada per far ciò, passa dalla riduzione del costo del lavoro, dell'energia e dalla ricerca di nuovi mercati. Una sfida ardua, anche se l'ottenimento di nuove commesse fa ben sperare. I sindacati, pur tra diverse vedute, non vedono all'orizzonte garanzie su una prospettiva di medio-lungo periodo. Da parte loro tutti i rappresentanti istituzionali hanno manifestato la volontà di seguire passo passo l'evolversi della vertenza Kme, istituendo il tavolo permanente sulla crisi che si riunirà almeno ogni 3 mesi, salvo particolari esigenze o necessità. «Lo stabilimento di Fornaci è un patrimonio di tutti – ha detto il sindaco Bonini – e saremo vigili sul rispetto degli accordi, sperando che dal settembre 2018 si possano evitare sorprese negative. Il mio è un auspicio, ma come istituzioni locali faremo la nostra parte».

Nicola Bellanova

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