Meteo
L’aria non migliora: altri divieti
Prolungato fino al 1 gennaio a Lucca e al 2 nel resto della Piana lo stop ai veicoli euro zero, 1 e 2
LUCCA. Persiste l’emergenza per la qualità dell’aria sulla Piana di Lucca e l’ordinanza anti smog viene prolungata.
Le rilevazioni sulla concentrazione di polveri fini hanno infatti continuato a evidenziare sforamenti del limite tollerato di 50 microgrammi per metro cubo. Le ultime due disponibili - relative alle giornate del 26 e 27 dicembre - riportano valori, rispettivamente, pari a 111 microgrammi per la centralina in via Piaggia e di 85 quella di San Micheletto (il 27 dicembre), di 94 microgrammi quella in via Piaggia e di 80 quella di San Micheletto (il giorno 26).
Sulla scorta anche di previsioni meteo considerate favorevoli al perdurare delle alte concentrazioni di polveri fini, i comuni della Piana hanno così deciso di prolungare lo stop alla circolazione dei veicoli più inquinanti e il divieto di accendere i camini, misure a contrasto dell'inquinamento atmosferico contemplate dalle ordinanze (già tre) emesse nel corso del mese di dicembre.
A far data il 28 dicembre i Comuni Lucca, Capannori, Altopascio, Porcari e Montecarlo hanno emesso un'ulteriore ordinanza congiunta a tutela della salute dei cittadini.
«Il provvedimento, che rientra nelle misure del Piano di azione comunale (Pac) - viene spiegato in una nota ufficiale - è stato preso in seguito al perdurare degli sforamenti dei valori limite giornalieri di polveri fini (Pm10) nell'aria».
Il provvedimento nel dettaglio. Dal 29 dicembre al 2 gennaio (nel Comune di Lucca per il periodo dal 29 dicembre al primo gennaio, un giorno in meno) compresi, nella fascia oraria 7.30 - 19.30 nei cinque territori comunali non potranno circolare le autovetture con motore diesel euro zero, euro 1 ed euro 2 e i veicoli merci con motore euro zero, euro 1 ed euro 2.
Sempre dal 29 dicembre al 2 gennaio (per il Comune di Lucca nel periodo dal 29 dicembre al primo gennaio), 24 ore su 24, nei cinque comuni non si potranno accendere gli impianti domestici di riscaldamento alimentati a legna, come i caminetti. Il divieto non riguarda le stufe a pellet, gli impianti ad alto rendimento termico e quelli che rappresentano l'unica fonte di riscaldamento dell'abitazione. Il provvedimento non riguarda nemmeno le case poste a una quota di altitudine di oltre duecento metri».
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