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Kme, il sindacato chiede un piano di sicurezza

Kme, il sindacato chiede un piano di sicurezza

Dopo lo scoppio di due notti fa la Uilm incalza l’azienda sulle procedure «La gestione di un forno elettrico è diversa da quello a gas, serve formazione»

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BARTGA. Subito una strategia per evitare, in futuro, nuovi gravi incidenti nello stabilimento della Kme a Fornaci di Barga. A chiedero, dopo lo scoppio avvenuto nella notte fra il 25 e il 26 dicembre, è la Uilm, secondo la quale serve «un immediato piano di sicurezza che preveda le procedure comportamentali in caso di ripetersi di questi eventi».

«Siamo consapevoli - spiega il sindacato dei metalmeccanici - che in un forno fusorio elettrico incidenti del genere possono accadere e, fortunatamente nell'evento della notte scorsa non erano presenti lavoratori sull'impianto. Ma se fosse successo in normale orario di lavoro cosa sarebbe potuto accadere? Il personale sarebbe stato formato nella gestione di una tale situazione?»

La Uilm spiega di «conoscere bene i lavoratori collocati al nuovo impianto: sono tutti provenienti dalla fonderia rame, dove erano esperti ed in grado di gestire le problematiche di un impianto fusorio come l'Asarco alimentato a gas. Sappiamo che la gestione di un forno elettrico è diversa e i lavoratori devono essere informati e formati nel verificarsi di ogni evenienza. Sappiamo inoltre l'importanza che il forno LOMA 1 riveste per il futuro dello stabilimento, che riporta la fusione del rame a Fornaci di Barga. Kme ha sempre messo in primo piano la sicurezza dei propri lavoratori, quindi chiediamo di non avere fretta a voler ripartire con la produzione, ma di prendersi tutto il tempo necessario per un analisi completa delle complessità del forno e siamo disponibili a cercare insieme all'azienda le soluzioni per ridurre al minimo questi episodi».

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