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Tasse scontate ai locali che tolgono i videopoker
Lucca: il Comune aprirà un bando per premiare chi le ha rimosse e si impegna a non reintrodurle fino a tutto il 2018
LUCCA. Togli le slot machines e ti taglio le imposte comunali. Il “do ut des” fra l’amministrazione e gli esercenti dei pubblici esercizi che scelgono di staccare la spina alle macchinette mangiasoldi si concretizzerà in un bando per stabilire una graduatoria di accesso a questa sorta di “incentivi”.
Certo, la somma non è esorbitante. Al momento sono stati impegnati su questa voce 20.000 euro. Ma si tratta di un primo passo che ha (anche) un valore simbolico e che dovrebbe dare il “la” a una serie di iniziative per combattere tutti quei comportamenti che vanno sotto l’etichetta di ludopatia.
Secondo gli indirizzi dati dalla giunta comunale agli uffici, il bando sarà rivolto a tutti coloro che hanno rimosso dal proprio esercizio gli “apparecchi automatici da gioco” nel periodo che va dal primo gennaio del 2015 fino al 31 marzo del prossimo anno. Questa sarà una condizione necessaria, ma non sufficiente. Sarà, infatti, richiesto a chi chiede questro contributo anche di impegnarsi formalmente a non reinstallare gli apparacchi almeno fino a tutto il 2018. Ovviamente tutto questo dovrà essere documentato: solo a questo punto, infatti, si potrà concorrere a dividersi la “torta” dei 20.000 euro. Il contributo è stato fissato nella misura minima di 500 euro fino a quella massima di 2.000 euro.
Si tratta di cifrae che non verranno corrisposte direttamente, ma che potranno essere utilizzate - come si legge nella delibera che istituisce il bando - «quale sconto rispetto al pagamento di tasse per i servizi locali relative alla attività e indicate dallo stesso imprenditore in sede di domanda».
Se le domande arrivate e valutate positivamente supereranno la disponibilità dei 20.000 euro complessivi, sarà data la precedenza da coloro che da più tempo abbiano rimosso le apparecchiature.
Non c’è solo questo, però, nella strategia che il Comune di Lucca ha messo in piedi per combattere le ludopatie e, più in generale, le dipendenze.
Il secondo passo è un accordo (da trasformare in protocollo d’intesa) con l’Asl Toscana Nord Ovest e l’associazione Arcat Toscana (Associazione regionale dei club alcologici territoriali), particolarmente attiva nell’accompagnamento di chi ha problemi nel rapporto con l’alcol.
L’accordo fra Arcat, Comune e Asl prevede di realizzare «due centri d’ascolto per problematiche legate all’alcol, ludopatie e stili di vita». Di questi due centri di ascolto sono già state individuate anche le collocazioni: uno sarà all’interno dell’ex scuola elementare del Piaggione (che sarà messa a disposizione dal Comune di Lucca), mentre l’altro troverà spazio all’interno della cittadella della salute dell’ex ospedale Campo di Marte (che invece sarà messo a disposizione, insieme a una sala d’attesa, dall’Azienda sanitaria). Il servizio sarà garantito ogni settimana, con regolarità, attraverso orari che verranno concordati.
In particolare - vista la “specializzazione” dell’Arcat - saranno seguite le persone che hanno un problema relativo all’alcol. In sostanza gli operatori dell’associazione, forti delle competenze acquisite in tanti anni “sul campo”, invieranno la persona che chiede aiuto al servizio del Sert che, dopo una fase di osservazione e valutazione, saranno presi in carico dall’équipe alcologica del Sert e inviati ai gruppi di auto-aiuto presenti nella Piana di Lucca.
Un percorso lungo e difficile, che prevede anche una fase di “follow up” (cioè di verifica) entro un anno dalla fine del trattamento.
Il Comune, infine, come si legge nella bozza del protocollo di intesa, «promuoverà momenti di informazione e sensbilitzzazione sui rischi derivanti dall’uso e abuso di sostanze alcoliche».
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