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Nell’omelia i bimbi, le donne e il lavoro
LUCCA. Non solo citazioni bibliche nell’omelia di Natale dell’arcivescovo Italo Castellani. Un’omelia centrata sui problemi di Lucca, dai casi di violenza sui bambini e sulle donne, al dramma del...
LUCCA. Non solo citazioni bibliche nell’omelia di Natale dell’arcivescovo Italo Castellani. Un’omelia centrata sui problemi di Lucca, dai casi di violenza sui bambini e sulle donne, al dramma del lavoro che non c’è, a tutti i problemi davanti ai quali nessuno può o deve chiudere gli occhi. Anzi, «Nessun dorma», come ha detto l’arcivescovo citando Puccini.
«Nessun dorma di fronte a Gesù Bambino», ha detto Castellani, riferendosi ai casi (38 in Provincia di Lucca nel 2016) di bambini vittime di violenze vari. «Nessun dorma di fronte a Maria», è invece l’esortazione a tutelare la donna sempre più vittima di femminicidi che hanno sconvolto anche la nostra realtà. «Nessun dorma di fronte a Giuseppe»: e qui monsignor Castellani ha voluto portare l’attenzione sul lavoro e i suoi problemi. Lavoro che è fonte di reddito e di sopravvivenza, ma che che è anche dignità: «Il vocabolario sul lavoro è oggi impressionante – ha detto l’arcivescovo – lavoro “nero”, “precario”, “a tempo determinato” e “indeterminato”, a “tempo pieno”, “a ore”, pagato con i voucher, a contratto Job Act… ma, soprattutto, il lavoro oggi per molti, soprattutto giovani, non c'è; e chi quel poco ce l'ha cerca di mantenerselo a denti stretti, anche a condizioni pressoché di nuove forme di schiavitù».
«Quanti uomini e donne ho ascoltato in queste situazioni – ha ricordato Italo Castellani – in lacrime, nella profonda sofferenza di mariti, mogli, padri e madri, cittadini senza dignità, fino a farsene una colpa come emerge anche dal dossier della Caritas Diocesana pubblicato recentemente. Come uscire da questa situazione legata a nodo stretto alla perdurante crisi economica? Ritengo importante da parte di ogni uomo di buona volontà - delle Comunità cristiane e della società civile - “alzare la voce” perché siano attuate serie politiche socio economiche, non più rinviabili, unitamente ad un rinnovato impegno di 'solidarietà sociale' su tutti i fronti».
«Il Natale del Signore – ha chiuso l’arcivescovo – risvegli in tutti noi, persone, comunità cristiane, istituzioni e società civile, un rinnovato impegno e corresponsabilità verso la dignità dei nostri bimbi-giovani, di ogni donna e ogni lavoratore».
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