Il Tirreno

Lucca

Dai rifiuti al metano Impianto a Pontetetto

di Gianni Parrini
Dai rifiuti al metano Impianto a Pontetetto

L’idea del Comune in Regione: collaborazione tra Geal e SA

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LUCCA. La percentuale della raccolta differenziata aumenta e la bolletta dei rifiuti scende. Ma mai quanto si vorrebbe. Come fare, dunque, per tagliare drasticamente il costo di gestione dell’immondizia e la tariffa che pagano i cittadini? Semplice, bisogna incidere sulla filiera. Questa l’idea del Comune di Lucca, che ha messo sul tavolo della Regione un progetto interessante: sfruttare gli impianti esistenti a Nave e Pontetetto (con qualche piccolo aggiustamento) per trasformare l’organico prodotto dai lucchesi in biometano, un gas pulito da utilizzare come carburante per i mezzi pubblici. In primis quelli di Sistema ambiente e Geal.

Un piano ambizioso a cui si lavora in gran segreto da almeno due anni. Ora però, si comincia a fare sul serio. A farsi portavoce della proposta è l’assessore Francesco Raspini. «Per avere un salto di qualità in termini di riduzione dei costi bisogna intervenire sugli impianti – spiega – Il nostro progetto punta sulla valorizzare della frazione dei rifiuti organici, attraverso una collaborazione tra Geal e Sistema Ambiente». Non si tratta solo di idee: una sperimentazione è già stata realizzata a Novara e ha dato buoni risultati, documentati nella proposta che il Comune ha presentato un paio di mesi fa in Regione. A Firenze si chiede l’ok per dare il via a una sperimentazione più ampia e soprattutto la definizione di un iter amministrativo agile e adeguato per permettere la messa a regime del progetto. «A Lucca l’organico è di buona qualità e potremmo sfruttarlo meglio – spiega Raspini – Per farlo puntiamo a valorizzare l’impiantistica esistente, integrando l’attuale filiera di gestione dei rifiuti che fa capo a Sistema ambiente con quella dei fanghi di depurazione delle acque che fa capo al depuratore di Pontetetto (Geal). I vantaggi – prosegue Raspini – sarebbero molti: minori costi nello smaltimento, risparmi ambientali e una tariffa più leggera per i cittadini». Una filiera corta e a “impatto zero”: in pratica, i rifiuti organici prodotti a Lucca verrebbero pretrattati a Nave e poi trasportati quattro chilometri più in là, nell’impianto di Pontetetto, per essere trasformati in energia pulita. Niente più viaggi chilometrici agli impianti di compostaggio (molti fuori Toscana) dove l’organico viene trasformato in una sorta di terriccio per l’agricoltura.

I passaggi del procedimento sono numerosi e molto complessi ma il grosso della infrastruttura c’è già, mancano solo un paio di macchinari: il primo (non particolarmente costoso) è un impianto di pretrattamento. Verrebbe realizzato a Nave, nella struttura di Sistema ambiente e servirebbe a “strizzare” l’organico per ricavarne una poltiglia che può essere gestita a Pontetetto come un qualunque refluo fognario; il secondo è un metanizzatore che trasforma il biogas in biometano, togliendo l’anidride carbonica e le altre impurità. Quest’ultimo sarebbe collocato all’impianto di Pontetetto. «Già oggi i reflui fognari vengono trattati dal depuratore di Geal – spiega Raspini – Danno luogo a una parte liquida (acqua depurata che torna nell’Ozzeri) e a una parte solida che finisce in un biodigestore, da cui esce il biogas attualmente utilizzato per produrre l’energia elettrica che alimenta l’impianto di depurazione. Ma il biogas potrebbe facilmente diventare biometano con l’installazione, a valle di tutto il procedimento descritto, di un metanizzatore. Otterremo così un sottoprodotto migliore».

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