Il Tirreno

Lucca

Troppe auto, incrocio in tilt

di Luigi Spinosi
Troppe auto, incrocio in tilt

L’intersezione con via di Tiglio si blocca, i commercianti: «Niente più affari»

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LUCCA. L'esperimento sta fallendo, almeno a giudicare da questi primi tre giorni. Ne sono convinti in molti, tra chi vive, lavora o viaggia nella zona dell'Arancio. Stiamo parlando dell'impatto sulla viabilità (e sulla vivibilità) della zona provocato dalla doppia rivoluzione per i cambiamenti nella circolazione della zona di una settimana fa e, soprattutto, per l'apertura del sottopasso di via Ingrillini di tre giorni fa. Un'opera attesa certo, e che a molti piace, soprattutto a chi vive e lavora nel tratto più a sud della strada, fino al 2014 fa costretto a convivere con le code di auto ferme al passaggio al livello e, negli ultimi due anni – un grosso danno soprattutto per le attività economiche – praticamente senza auto. Sì, lì il problema pare risolto. Ma basta spostarsi di poco per capire che, in realtà, il disagio si è spostato – e parecchio amplificato – di qualche centinaio di metri. In via del Tiglio. E ancor prima degli occhi sono le orecchie a farcelo capire, visto il concerto quasi ininterrotto di clacson.

Coda infinita. Il problema non è una sorpresa: già prima dell'apertura del sottopasso in tanti erano preoccupati dell'impatto che la viabilità accentuata su via Ingrillini avrebbe potuto avere sull'incrocio con via Tiglio. E infatti. Adesso da via Ingrillini arrivano ovviamente molte più auto, che si devono fermare allo stop su via di Tiglio. Ma se l'obiettivo (come nella maggior parte dei casi) è svoltare a sinistra per andare verso Lucca, gli automobilisti devono armarsi di una gran pazienza e aspettare il momento giusto per attraversare la strada. E non è certo facile farlo con la mole di traffico di via di Tiglio: già a cose normali trovare un varco tra le auto che si muovono nelle due direzioni è un'impresa, figuriamoci nelle ore di punta (sempre che il passaggio a livello sia aperto). Nel tempo necessario a una macchina per riuscire in qualche modo (spesso rischiando l'incidente) a svoltare a sinistra, alle sue spalle ne arrivano altre quattro o cinque.

L'alleggerimento che non c'è. Per riuscire a ridurre le code un'idea è stata quella di creare un percorso alternativo solo per chi, all'incrocio con via di Tiglio, deve svoltare a destra, occupando quindi una sola corsia. Ed ecco che via Martini è diventata a senso unico verso nord, con l'obbligo, allo stop, di svoltare a destra. L'efficacia del provvedimento? Quasi nulla. Per diverse ragioni. Intanto, nonostante le transenne, i nuovi divieti e obblighi vengono bellamente ignorati da molti: sia da chi si infila in strada contromano, sia da chi, e son parecchi, nonostante il cartello, allo stop continua a girare a sinistra. Un provvedimento inefficace e che, come vedremo, i produce invece un danno a chi, da queste parti, ci lavora.

Le sbarre abbassate. Paradossalmente la situazione si tranquillizza un po' quando il passaggio a livello si chiude. Una corsia su via di Tiglio si libera, e chi deve andare a Lucca (o da via Ingrillini deve svoltare a sinistra), si mette l'animo in pace. Si crea, invece, una situazione di potenziale pericolo (che, spiegano i commercianti della zona si è già tradotta in piccoli incidenti), con le auto che da via del Tiglio vogliono svoltare in via Ingrillini e che, approfittando del passaggio a livello chiuso, si mettono sulla corsia opposta, salvo poi trovarsi davanti le auto che da via Ingrillini o via Martini svoltano a destra.

Gli altri dubbi. L'elenco delle problematiche è lungo, ma spiccano alcuni particolari. Intanto la regolamentazione delle precedenze in via della Chiesa all'incrocio con via Martini, considerata da molti pericolosa. Poi l'impraticabilità, per i pedoni (problema già esistente, ma con la riapertura del sottopasso diventato plateale), di via Ingrillini. Infine il "gioco" dei sensi unici in via Sandei, una regolamentazione voluta appositamente per evitare che quella strada, che attraversa una zona densamente abitata, diventasse una corsia di scorrimento veloce alla volta della via Romana.

Commercio ucciso. «E pensare che aspettavamo con ansia la riapertura di via Ingrillini, visto che la strada chiusa ci danneggiava. Ma adesso la situazione è peggiorata, di fatto da tre giorni non facciamo più nulla»: il commento è unanime tra i commercianti della zona tra via Ingrillini e via di Tiglio. Perché peggio dello scarso movimento di prima c'è solo il caos attuale: «I clienti evitano di avventurarsi fin qua, e poi non c'è più posto per parcheggiare. Con il nuovo senso unico anche per arrivare al parcheggio qui dietro, in via Martini, occorre fare tutta una serie di giri. E chi glielo fa fare ai clienti di avventurarsi in questa bolgia?».

Soluzioni cercansi. Alla luce di quanto sta avvenendo in zona c'è chi comincia a dubitare della bontà del sottopassaggio di via Ingrillini, anche perché, nel frattempo, nella stessa zona sono stati realizzati il nuovo ospedale e centri commerciali, mentre la viabilità è rimasta la stessa di decenni fa, e velocizzarla in un punto non servirebbe fondamentalmente a molto. E c'è chi teme che il peggio debba ancora arrivare, quando gli automobilisti scopriranno questa viabilità alternativa per arrivare da viale Europa fino all'ospedale. Ma al di là del passato e del futuro adesso è il presente a preoccupare. Trovare una soluzione non pare facile, c'è chi suggerisce la realizzazione di una rotonda all'incrocio tra via Ingrillini e via di Tiglio, sempre che lo spazio lo consenta, c'è chi più semplicemente chiede una verifica e dei correttivi sulla nuova viabilità, ma, soprattutto, è unanimemente contestata la chiusura del passaggio a livello di via Fontanelle «che almeno un po' di traffico lo assorbiva, mentre adesso è tutto concentrato qui».

«Questione di tempo». Da parte sua l’assessore alla mobilità Celestino Marchini invita ad aspettare che il nuovo sistema venga “digerito”, e si dice convinto che nel giro di poco tempo la situazione sarà destinata a migliorare da sola. «Serve del tempo di assestamento – spiega Marchini – il tempo necessario a capire che la nuova viabilità offre alternative. Io stesso oggi (ieri per chi legge ndr) ho fatto il percorso tra il Cristallo e Sant’Anna passando dal sottopassaggio, un giro molto lungo e nell’ora di punta, impiegando appena 14 minuti. Certo, c’è il problema di andare da via Ingrillini verso Lucca, ma col tempo i viaggiatori impareranno che esistono altre possibilità». Per esempio l’assessore cita via degli Alpini, che attraverso via dei Macelli porta sui Viali, dovendo attraversare un passaggio a livello, come in via del Tiglio del resto, per poi arrivare all’incrocio del Celide (dove è prevista la rotatoria). «Sempre oggi – conclude l’assessore – sono stato un’ora in via degli Alpini, e ho visto che un gran numero di automobilisti sfruttavano questa strada, col tempo sono convinto che il sistema si assesterà, come è successo anche per la rotonda di Porta Elisa, tanto contestata all’inizio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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