Il Tirreno

Lucca

I pastori, i magi e la panchina rossa

di Flavia Barsotti
I pastori, i magi e la panchina rossa

Dal comitato San Francesco, un ricordo e un omaggio a tutte le vittime di femminicidio

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LUCCA. Un presepe, ma anche un omaggio alla città e a tutte le vittime di femminicidio. Nella sesta edizione del presepe realizzato dal Comitato San Francesco e inaugurato il 18 dicembre scorso, i protagonisti sono due: lo scorcio del Caffè delle Mura e quella piccola panchina rossa in miniatura, collocata a lato della discesa, per dire ancora una volta "no" alla violenza sulle donne. «Un richiamo che ci è venuto spontaneo inserire - afferma la presidentessa del comitato, Sonia Bernicchi - insieme a quello delle scarpette rosse. Non potevamo non considerare anche in questa occasione l'ondata di violenza a cui stiamo assistendo, per Vania e per tutte le vittime di questi gesti inauditi».

Una piccola panchina realizzata con i pezzi di uno stuzzicadenti da spiedino e due minuscole scarpette di una bambola, cariche di un significato profondo. «Quest'anno abbiamo scelto, come soggetto del nostro presepe, il Caffè delle Mura - prosegue la presidentessa - una parte bellissima della città con la cappella di Santa Cecilia. Una mia cugina che cantava lì è scomparsa prematuramente e, attraverso questo scorcio, abbiamo voluto ricordare lei e rendere omaggio alla musica». Una struttura, quella realizzata da alcuni membri del comitato, costruita a mano solo con Das e cartone, grazie al duro lavoro e alla dedizione di chi, da sei anni, si occupa di riprodurre un angolo rappresentativo del nostro centro storico. «Soltanto le statuine dei pastori sono state acquistate - spiega Sonia Bernicchi -. I leoni, per esempio, sono stati creati con il Das e così la statua centrale. Gli edifici e la discesa invece sono fatti in cartone e tutto è dipinto con colori acrilici».

Quest'anno il comitato ha potuto contare sull'aiuto di qualche elemento in più in un team costituito da Sonia Bernicchi, Roberto Disperati, Massimiliano Simoni, Ivonne Corso, Claudia Panigada, Rita Garbini, Caterina Valenti Radici, Annarosa Pietrasanta. Alcuni di loro hanno potuto mettere in campo le competenze acquisite durante gli studi all'istituto d'arte, ma a ispirare i creatori del presepe di piazza San Francesco, è principalmente la passione. «Nella vita, facciamo tutt'altro: la sarta, la restauratrice, l'autista, il bancario ecc. Dalla fine di ottobre, ogni anno ci ritroviamo tutti i giorni, compresi i festivi, il pomeriggio e la sera, per portare avanti il nostro progetto».

Per realizzare il presepe tridimensionale, infatti, niente viene lasciato al caso. In occasione del Natale 2016, perfino le vasche dei pesci sono state riprodotte con fedeltà e così la carrozza di Lucida Mansi e l'illuminazione dei lampioni e del cielo stellato. «Viviamo quasi tutti intorno a piazza San Francesco - afferma Sonia Bernicchi -. Tutto questo fa parte di noi e viene fuori quasi per magia». Ad accompagnare il presepe, ancora una volta, la poesia di Angela Dal Pino, detta Piera, che ogni anno regala una dedica e un pensiero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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