Il presidio
La Tari resterà alta anche nel 2017
Approvato il bilancio di previsione a Castelnuovo, opposizione all’attacco
CASTELNUOVO GARFAGNANA. La Tari (che resta alta) e il bilancio previsionale 2017-19 sono stati al centro dell’ultimo consiglio comunale del 2016 a Castelnuovo.
Sul bilancio di previsione è arrivato il voto contrario della minoranza, che contesta l’operato sul sociale, gli aumenti per la mensa e il rapporto costi/ricavi del teatro Alfieri. L’attacco della minoranza è arrivato da Silvia Bianchini, che ha sottolineato come il sociale non rappresenti una voce di rilievo: «Se sono calati i contributi regionali e statali per quel settore, si dovrebbe pensare a strategie per aiutare i cittadini sempre più in difficoltà. L’amministrazione Gaddi, ad esempio, ha devoluto il 10% del proprio stipendio per creare un fondo. Invece, ecco gli aumenti per la tariffa del trasporto scolastico e anche del 30% per la mensa, portata da 3 a 3,80 euro».
Il dibattito si è acceso soprattutto sulle determine per le spese sostenute dal Comune per il rimborso al datore di lavoro degli assessori: «Da quando l’amministrazione Tagliasacchi è arrivata in comune – ha proseguito Bianchini – c’è un rimborso fisso di 515,24 euro al mese per ore di assenza a Poste Italiane (dove lavora l’assessore Raggi nda) e con altre cifre si arriva quasi a 10mila euro». Tutto legale, nessun spreco secondo l’amministrazione: «L’assessore Raggi è sempre molto disponibile e attivo, ma promettiamo maggiore vigilanza sulle spese», ha detto il sindaco Tagliasacchi.
Sempre Silvia Bianchini ha contestato le spese per la stagione teatrale dell’Alfieri con circa 25mila euro alla Fondazione Toscana Spettacoli: «Si spenderà più di quanto si potrà guadagnare, mentre vengono chiesti 500 euro alle associazioni senza scopo di lucro che chiedono l’uso del teatro».
Passando al capitolo rifiuti il nuovo piano finanziario è stato stilato seguendo quello inviato dalla Gea, la nuova società che gestisce la raccolta in quasi tutta la Garfagnana. Se calano leggermente i costi amministrativi (10mila euro in meno), aumentano quelli da accantonare nel fondo di svalutazione crediti, da 60 a 100 mila euro, proprio per l’alto tasso di evasione. «Questo è il problema maggiore – ha detto Andrea Tagliasacchi – stiamo facendo delle analisi per capirne il motivo ovvero se è dettata dalla crisi o se ci sono dei furbetti. Purtroppo ci troviamo a gestire un’eredità pesante, abbiamo fatto degli atti coraggiosi passando dalla messa in liquidazione di Severa ed entrando in questa nuova società che ha garantito anche l’occupazione. Nella nuova società non ci sono politici, c’è un amministratore unico e un meccanismo di controllo che vigila sulle scelte fatte. La tendenza è invertita in attesa di entrare nell’Ato di area vasta».
Luca Dini
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