Il Tirreno

Lucca

Colpo da 70mila euro alla Crl di Marlia

Colpo da 70mila euro alla Crl di Marlia

I malviventi hanno fatto esplodere il bancomat: distrutti gli uffici della banca. Ladri fuggiti a bordo di un’auto bianca

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LUCCA. Un boato nel notte, polvere nell’aria e vetri rotti sul selciato. E poi decine di banconote che svolazzano nel buio mentre un’auto se ne va a tutta velocità. La banda dell’acetilene ha colpito ancora: tra mercoledì e giovedì, poco dopo le 2, un gruppo di malviventi (2-3 persone) ha fatto esplodere il bancomat della Cassa di risparmio di Lucca, in via Paolinelli, a Marlia. La stima del bottino non è stata ancora ufficializzata, ma non si tratta di spiccioli: lo sportello era stato caricato a dovere in vista delle feste natalizie. Secondo indiscrezioni i ladri avrebbero portato via 60-70mila euro. I soldi presenti nella cassa del bancomat erano anche di più, ma l’esplosione è stata talmente forte che il forziere si è aperto sparpagliando nel raggio di alcuni metri diverse banconote. Alcune sono rimaste sotto le macerie, altre sono finite per strada. Chi è passato da via Paolinelli al mattino presto può essersi ritrovato qualche valuta di grosso taglio sotto i piedi. Mettersela in tasca sarebbe stato rischioso: il banconat non era equipaggiato con il sistema antifurto che macchia il denaro rendendolo inutilizzabile, ma all’interno c’era comunque una partita di banconote “segnate” e registrate. In pratica, chi va a spenderle rischia di essere individuato attraverso il numero identificativo. E magari denunciato.

A dare l’allarme è stata una famiglia che abita poco distante. Testimoni hanno visto un’auto bianca, forse una Panda, allontanarsi a tutta velocità subito dopo l’esplosione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ma dei ladri non c’era più traccia. Per cercare di acciuffarli bisognerà lavorare sulle prove, sul modus operandi (già utilizzato in altri casi) e sulle immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza. Che in realtà non sono particolarmente chiare: mostrano 2-3 uomini sulla scena del crimine, ma i volti sono travisati e difficilmente riconoscibili.

La filiale della Crl è stata praticamente sventrata: crollato il controsoffitto, infranta la vetrata, le postazioni dei sei impiegati sottosopra. «Quando riapriremo? Non lo sappiamo – dice un dipendente – Il bancomat non esiste più e i locali sono pieni di macerie. Torneremo al lavoro il 27 o forse addirittura il 28 dicembre. Non dipende da noi».

Nell’ultimo anno si sono registrati diversi episodi analoghi: il 19 maggio i ladri fecero esplodere il bancomat della Crl a San Leonardo in Treponzio (ma il colpo fallì), mentre a marzo era toccato allo sportello della Crl di Monsagrati e a gennaio alla filiale Mps di Segromigno in Monte.

Il metodo è collaudato: con un trapano si pratica un foro vicino alla cassa continua dove s'inserisce un tubicino di plastica che tocca la piastra metallica della cassetta del bancomat. Si riempie il tubo di un miscela di ossigeno e acetilene e si prepara l'innesco con dei fili elettrici sistemati all'altezza dello sportello. Nel giro di 15 minuti la miscela gassosa forma una camera di combustione che provoca l'esplosione.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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