Il Tirreno

Lucca

Pochi finanziamenti alla strada colabrodo La rabbia dei residenti

di Chiara Lammari
Pochi finanziamenti alla strada colabrodo La rabbia dei residenti

Nella lista di interventi sulla viabilità provinciale ne mancano tanti per la Sp56: «Non ci arrendiamo»

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COREGLIA. Finanziamenti per la strada provinciale 56? Pochi. Tornano sul piede di guerra i cittadini della Val Fegana, di Tereglio e delle Valli dopo aver appreso che Palazzo Ducale ha concesso uno stanziamento per la sola vuotatura delle reti e dei paramassi presenti lungo la via. Nei giorni scorsi il presidente Luca Menesini aveva infatti annunciato che la Provincia era pronta a stanziare 1,2 milioni di euro per il piano di manutenzione straordinaria delle strade di sua competenza; nella lista degli interventi però mancano tante delle opere che i residenti della zona chiedono da tempo.

«Inutile ripeterlo – tuona Anna Maria Togneri, portavoce del comitato spontaneo di cittadini –, l’elenco dei lavori di cui la provinciale 56 avrebbe bisogno è infinito. Le condizioni di tutto il tratto sono pessime; dalla località il Fontanone fino al Casentini la via è un vero e proprio colabrodo: ci sono cedimenti, buche, crepe, smottamenti, frane (come quella al Pero) delimitate alla meglio con le transenne, erba alta d’estate e via dicendo. Noi ci auguriamo che, oltre alle manutenzione delle reti e dei paramassi, si provveda almeno alla ripulitura delle zanelle, completamente occluse da sassi, terra ed erbacce. Questo sarebbe un inizio». Altro denaro era stato stanziato esattamente un anno fa ma i lavori non sono mai partiti: «Nel dicembre 2015 – continua Anna Togneri – fummo informati del fatto che la Provincia aveva destinato 150mila euro per il ripristino della carreggiata franata verso valle in prossimità dell’antica Dogana. Il progetto prevedeva la ricostruzione del muro di sostegno lungo 10 metri e la riparazione della corsia esterna distrutta nel marzo del 2015. I lavori sarebbero dovuti partire nelle prime settimane del 2016, poi a inizio estate, poi a settembre, adesso ci dicono nel 2017. Sarà vero? Noi le abbiamo provate davvero tutte per farci ascoltare – prosegue la portavoce –: abbiamo raccolto centinaia di firme, tappezzato in più occasioni la strada con manifesti, incontrato i sindaci coinvolti, ci siamo recati in Provincia, abbiamo scritto lettere e solleciti, presentato un esposto alla Procura della Repubblica eppure le istituzioni continuano a non prenderci in considerazione seriamente».

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