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Lucca

Villa Bottini: dopo 10 anni il muro è tornato in piedi

Villa Bottini: dopo 10 anni il muro è tornato in piedi

Completato il primo lotto dell’opera di restauro costata settantamila euro Adesso rimane da intervenire sulla parte restante tenendo conto degli alberi

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LUCCA. Il muro al momento è bianco, il colore della calce dell’intonaco. La pittura – in colori neutri – arriverà quando l’intero lato est della parete che chiude il giardino di Villa Bottini sarà recuperata, e i pali di sostegno e i fili di trazione che ancora ne sostengono un lungo tratto saranno definitivamente tolti. Intanto, però, ieri mattina, è stata celebrata la fine della prima parte dei lavori, quella che ha consentito di recuperare il primo tratto di muro, quello crollato la sera del 27 settembre 2007. Un recupero che era stato scelto dagli stessi cittadini, chiamati a decidere – attraverso i lavori pubblici partecipati del Comune – le priorità nelle opere da realizzare.

A presentare l'intervento ieri mattina sono stati il sindaco Alessandro Tambellini, l'assessore all'edilizia pubblica Francesca Pierotti e l'assessore alla partecipazione Antonio Sichi, insieme ai tecnici del Comune – a partire dal geometra Claudio Forghieri – che hanno seguito le opere, alle maestranze che vi hanno lavorato, ai rappresentanti del gruppo centro storico lavori pubblici partecipati 2014, Giacomo Panconi e Gianna Coli, e al presidente della Commissione consiliare lavori pubblici, Francesco Battistini.

Gli interventi giungono a compimento dopo circa 10 mesi di lavori – iniziati lo scorso febbraio – suddivisi in più lotti funzionali. La prima parte prevedeva la ricostruzione del muro a cui è seguito il restauro delle finestre preesistenti, il tutto preceduto dalle fasi preliminari di analisi e studio. Quello che ieri è stato presentato alla città è un muro ricostruito per circa 24 metri.

In particolare, con il 30 settembre si sono completati i lavori di ricostruzione del muro prospiciente via Santa Chiara e relativi al primo lotto e, nei giorni scorsi si sono completati i lavori di restauro delle finestre del muro, relativi al secondo lotto.

Per quanto riguarda il primo intervento, il muro è stato ricostruito sulle fondazioni originali con mattoni di cotto, rinforzato dai contrafforti per incrementarne la stabilità. La copertura è avvenuta con canaletti ed embrici dell'epoca. L'intonacatura fatta con grassello di calce copre la tessitura dei mattoni e uniforma il nuovo muro alle parti adiacenti.

Le finestre del secondo lotto sono state ricostruite rimontando le pietre che erano state accantonate al momento del crollo.

Dopo un'opera di ricostruzione costituita da assemblaggio a terra e verifica delle parti mancanti o scagliate, è stato concordato con la Soprintendenza il loro riposizionamento dopo un trattamento di idrolavaggio. Anche le ringhiere sono state recuperate dopo il crollo e affidate alla mani di un fabbro che le ha raddrizzate per poi rimetterle in posizione. Il restauratore infine ha sistemato il tutto dando l'effetto finale.

Per quanto riguarda il terzo e ultimo lotto dei lavori che riguarda il raddrizzamento del tratto di muro sostenuto da longarine in acciaio, la progettazione è attualmente in corso di elaborazione.

«Si tratta di un'opera attesa da tanto tempo come ha dimostrato la scelta dei cittadini stessi chiamati a decidere nell'ambito dei lavori pubblici partecipati – ha detto il sindaco Alessandro Tambellini – coloro che hanno preso parte al percorso partecipativo hanno quindi avuto un ruolo importante nella ricostruzione e nel restauro di questa struttura. A nome dell'amministrazione ringrazio il gruppo del centro storico della prima edizione dei Lavori Pubblici Partecipati ma è questa l'occasione per ringraziare tutti i cittadini che hanno aderito ai diversi percorsi di partecipazione, prestandosi alla ricerca del bene della collettività e quindi dimostrando senso civico».

«È una giornata importante per il progetto lavori pubblici partecipati perché oggi si completa in modo ufficiale un percorso di partecipazione attivo della cittadinanza», è stato il commento dell’assessore Antonio Sichi, il quale ha anche voluto ringraziare le maestranze per il lavoro svolto e in particolare «l’opera di Michele Corvino, che è andato anche oltre il suo lavoro di muratore».

Questa prima parte dell’opera è costata circa 70mila euro, ma già – è stato detto durante la cerimonia di ieri – sarebbero reperibili le risorse per completare il restauro (per un importo complessivo di 120mila euro). Per completare l’opera si tratta ora soprattutto di risolvere un problema tecnico, ossia il far convivere la stabilità del muro da sistemare con gli alberi che si trovano a suo fianco. Più che di un lavoro costoso si tratta, appunto, di un lavoro difficile.

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