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Pronto soccorso, medici all’attacco

Pronto soccorso, medici all’attacco

I sindacati dei medici disertano per protesta l’incontro fissato lunedì con l’azienda

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LUCCA. Pronto soccorso, sindacati sul piede di guerra: disertano l’incontro con l’azienda sanitaria fissato per lunedì 19 dicembre. Una scelta forte annunciata in una nota in cui si fa il punto sui problemi della struttura. Questioni che nonostante le numerose rassicurazioni non sono state ancora risolte.

«Sono passati 131giorni – si legge in una nota firmata da Vito Giudice (Anaao-Assomed), Luciano Cotrozzi (Cisl - Medici), Alessandro Di Vito (Uil-fpl Medici) – dall'incontro con il prefetto e i problemi del pronto soccorso di Lucca sono gli stessi. Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica non saranno presenti all'incontro disposto dall'azienda usl toscana nord ovest lunedì 19 dicembre avente come oggetto le problematiche del pronto soccorso di Lucca. Questo vuole essere un atto di protesta per quella mancata "correttezza aggiuntiva nei rapporti istituzionali da parte della direzione azendale " richiesta il 3 agosto davanti al prefetto; fino ad oggi (oltre 120 giorni) nessuna risposta scritta e neppure alcun documento ufficiale è stato inviato dall'azienda agli operatori e ai sindacati in risposta alle loro missive. Nel frattempo l'attività del pronto soccorso è ulteriormente peggiorata, i rischi lavorativi sono incrementati, la sua riorganizzazione ritarda ad essere attuatata, i posti letto del San Luca sono ancora deficitari».

Si apre la questione legata ai letti della medicina d’urgenza, che il piano di riorganizzazione presentato dal direttore sanitario prevede di ridurre a 4, accorpandoli all’Obi. «La terapia intensiva continua ad aprire il 13° e il 14° posto letto "a demand" – prosegue la nota – ed lo stesso direttore della rianimazione ( che è anche direttore del dipartimento d'Urgenza di tutta l'area vasta) non ha ancora organizzato il servizio infermieristico in modo fisso e continuativo: ricordiamo che anche questo settore è in forte affanno per la sottodotazione di personale infermieristico. Rimane il dato di fatto che la Medicina d'urgenza viene chiusa , che quattro posti letto della stessa verranno collocati obbligatoramente presso il pronto soccorso contro il volere degli operatori e dei sindacati. La riorganizzaizone proposta dall'azienda, ma per la quale non ci ha ancora fornito alcun documento scritto e firmato, non può trovare ancora la nostra condivisione in quanto siamo stati esclusi dalla sua programmazione essendo stati sempre convocati dalla direzione aziendale solo a cose fatte e molto generiche».

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