Il presidio
COME FARE IL GIOCATTOLAIO AI TEMPI DELLA GENERAZIONE Z
LUCCA. L'immagine di una Pippi Calzelunghe sorridente con le braccia in aria, la treccia arancione e il ciuffo scompigliato dà il benvenuto a chiunque si fermi a guardare la vetrina del Disco Rosso,...
LUCCA. L'immagine di una Pippi Calzelunghe sorridente con le braccia in aria, la treccia arancione e il ciuffo scompigliato dà il benvenuto a chiunque si fermi a guardare la vetrina del Disco Rosso, appena entrato nella settimana più impegnativa dell'anno per un negozio di giocattoli: quella che precede il Natale.
Dentro un papà acquista tre modellini d'auto per il figlio, una nonna un pupazzetto per la nipote. Si compra qualche regalo e si torna subito un po' ragazzini. Tutto viene impacchettato con carta natalizia. Mano nella mano con la mamma, entra anche un bambino, passa in rassegna una a una le scatole delle costruzioni, magari è venuto per scegliere cosa chiedere a Babbo Natale.
A Lucca, negli ultimi anni tutti i negozi di giocattoli storici hanno chiuso, ma il Disco Rosso di via San Paolino è rimasto. Il nome fu dato dalla signora che lo aprì negli anni '60. Quando smise di lavorare, passò in mano a un altro proprietario. Ora, tra gli scaffali carichi di bambole, macchinine, giochi di società, hula hoop e puzzles c'è Roberto Giorli, 53 anni. Lavora nel negozio da diversi anni, l'ha preso in gestione da uno, dopo più di venticinque di esperienza nel settore.
«Le difficoltà non mancano, in molti ormai acquistano nei grandi centri commerciali oppure online, su molti prodotti trovano prezzi scontati con cui noi non possiamo competere», spiega.
Alcune catene di grandi negozi di giocattoli sono di proprietà delle ditte stesse che li producono. È il caso dei Toys Center della Giochi Preziosi, dove non è raro trovare prezzi ribassati del 30%. Ma per le piccole realtà commerciali come il Disco Rosso di via San Paolino non tutto è perduto.
«Un modo per sopravvivere alla concorrenza della grande distribuzione è evitare di prendere i giochi delle marche che hanno già i loro negozi e prediligere piuttosto le ditte che non si occupano direttamente della vendita al dettaglio dei propri prodotti - spiega Roberto indicando una linea di giocattoli in legno di una marca spagnola su cui ha deciso di puntare quest’anno.
La diffusione sempre più massiccia degli acquisti online rappresenta un altro pericolo per i giocattolai. «Chi arriva qui in negozio con un'idea e non trova esattamente il gioco che cerca, sa che può trovarlo su internet, quindi non cerca un'alternativa». Alcuni clienti però continuano a preferire l'acquisto in negozio. Gli appassionati di modellismo in primis. «Qui ti salvi con quello - racconta Roberto - Ci sono delle piattaforme online che vendono modellini di tutte le marche, ma il vero appassionato in genere ha voglia di vedere il prodotto dal vivo, magari fare quattro chiacchiere, prima di acquistarlo». Al lato del bancone ci sono impilati alcuni modellini di auto, che dei clienti hanno fatto mettere da parte e devono passare a ritirare. Sono oggetti costosi, di nicchia, che le grandi distribuzioni spesso non tengono. Ogni modello ha una sua storia, delle caratteristiche particolari, alcuni riproducono macchine guidate da personaggi dei film e sono a tiratura limitata. Per venderli bisogna conoscere bene il settore.
È in questi casi che il ruolo mitico e un po’ dimenticato del giocattolaio, come consigliere di fiducia, torna alla ribalda, e ci si rende conto che si tratta di una figura che un sito internet o un grande centro commerciale non può sostituire.
Anche il negozio in sé è uno spazio a cui molti clienti sono affezionati. I nonni che vengono a comprare i giochi per i nipoti, probabilmente ricordano quando, anni prima, entravano nello stesso posto con i figli. Anche i più piccoli ne sono attratti. «Mi piace molto la decorazione sulle pareti, anche per questo ci vengo», confida una ragazzina. Il soffitto è celeste con nuvole bianche, sulle pareti sono disegnati i simboli di Lucca: l’Anfiteatro, la chiesa di San Frediano, la Torre Guinigi, il Ponte del Diavolo e in fondo c’è la mascotte da più di 50 anni simbolo del negozio, una coccinella sorridente con in mano la scritta “Disco Rosso”.
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