Il presidio
Tambellini bis «Ecco perché mi ricandido»
Il “no” alle primarie, la differenza con la destra e gli obiettivi di un eventuale nuovo mandato
LUCCA. Two is megl’ che one. Era il tormentone di una pubblicità anni ’90 con un imberbe Stefano Accorsi alle prese con un inglese approssimativo e un gelato tutto da gustare. Un motto che potrebbe tornare buono per Alessandro Tambellini: dopo aver annunciato la volontà di ricandidarsi a sindaco, il primo cittadino spiega di puntare a un secondo mandato per completare il lavoro avviato. Poi conferma il no alle primarie del Pd e butta un occhio su quello che si muove nella contesa per la poltrona di sindaco di Lucca.
Tambellini, il senatore Marcucci si è detto contento della sua ricandidatura, aggiungendo che ora si apre l’iter delle primarie. Solo un gioco delle parti o si faranno davvero?
«Che devo dire? Ai posteri l’ardua sentenza. Per quanto riguarda il senatore Marcucci, ritengo interessante solo la prima parte del suo discorso».
Dopo il referendum c’è aria di accordo con i renziani, ma i suoi oppositori le muovono una obiezione: se è convinto del suo operato, perché non sottoporsi alle primarie?
«Se un sindaco ha lavorato bene che motivo c’è di metterlo in dubbio? Si creerebbe solo uno scontro all’interno del partito, una spaccatura difficile da sanare. D’altro canto se uno ha fatto male non dovrebbe neppure essere presentato. Gli si dovrebbe semplicemente dire di starsene a casa.Non mi sembra il caso di questa amministrazione».
Provi a fare un bilancio del suo mandato?
«Voti non me ne do, è un compito che spetta ai cittadini. Posso dire che abbiamo rimesso in moto una quantità di cose impressionanti. Abbiamo riordinato le partecipate, avviato progetti per riqualificare le periferie, rimesso mano al piano strutturale. E molto altro ancora: i risultati di questo lavoro si vedranno nei prossimi anni».
Arriviamoci subito: quali gli obiettivi per un eventuale secondo mandato?
«Concludere il mercato del Carmine, liberare la circonvallazione dal traffico pesante, concludere la Manifattura, mettere a posto l’Expo del fumetto, lavorare su ciò che manca nelle frazioni e rifare il regolamento urbanistico, che finalmente sgombererà il campo da tutte le stupidaggini dette in merito alla cementificazione. E ancora palazzo Guinigi, il parco del Nottolini, il rafforzamento dell’ospedale San Luca nell’ambito dell’area vasta. Non ultima la questione del Campo di Marte: mi preme ribadire che il Comune non è il proprietario dell’area. Noi possiamo dire solo cosa ci potrà fare, il resto spetta ad altri. E poi i temi sociali, che sono di grandissima rilevanza in questa fase. Tutte cose già avviate, che arriveranno a conclusione nel prossimo mandato».
Diamo uno sguardo al centrodestra: cosa vede?
«Io guardo a ciò che rappresentiamo in termini di alterità rispetto all’altro schieramento. Loro parlano di ruspe, difendono l’esistente, le posizioni di privilegio e un certo tipo di rapporti sociali. Il centrosinistra è diverso: punta sulla solidarietà e la redistribuzione non sull’individualismo. E ha un occhio di riguardo per i temi che toccano la vita e la dignità delle persone. Su tutti il lavoro: mi ritengo un uomo di civiltà e per me è una tragedia umana ogni volta che si presenta un cinquantenne che ha perso il posto e non riesce a trovare una nuova occupazione».
Certo, ma i Comuni su tali questioni non hanno possibilità di incidere.
«È vero, però dobbiamo impegnarci e fare pressione sui vari livello di governo perché questa sia una priorità dell’agenda politica».
Qualcuno è già venuto allo scoperto: Barsanti, Nannipieri, Chiari. Manca però il leader carismatico capace di unire il centrodestra. Chi si aspetta come avversario?
«Non faccio nomi, dico solo che mi piacerebbero avversari che fossero i migliori interpreti della grande tradizione politica che esiste in quello schieramento. Non vorrei persone allineate con le idee dominanti in questo momento, quelli delle ruspe, per intenderci. Mi piacerebbe un centrodestro maturo, allora il confronto sarebbe interessante».
Nel centrosinistra, invece, c’è Garzella: nell’ultimo periodo l’ha attaccata spesso. Lo riprenderebbe nella sua maggioranza?
«Guardi, per me Garzella non è un argomento. Io porto rispetto a tutti ma l’unico che sistematicamente viene attaccato senza motivo sono io. Fate voi...». (nel pomeriggio Garzella ha annunciato che si candiderà fuori dal Pd, ndr).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
