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Lucca

Le mamme bocciano il cibo delle mense

Le mamme bocciano il cibo delle mense

I risultati dei primi assaggi a scuola della commissione E non si placa lo scontro sul pasto portato da casa

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LUCCA. Qualità delle materie prime non chiara, bimbi digiuni e sapori non riconoscibili o assenti. Questi sono alcuni dei giudizi negativi espressi da alcuni genitori della commissione mensa scolastica di Lucca che si è riunito per la prima volta dall’inizio dell’anno scolastico il 14 dicembre scorso. «I genitori sono scontenti del cibo proposto dal servizio di ristorazione scolastica appaltato alla Del Monte – spiegano in un comunicato dalla “Scuola che vogliamo” -. Sono andati a fare gli assaggi e il cibo non convince per niente. I sapori sono irriconoscibili e addirittura assenti: una mamma si è lamentata che i broccoli non sanno di broccolo, risotto alla zucca che non sa di zucca. La responsabile della ditta ha negato nega e l’impiegata dell’ufficio mensa del Comune ha rivendicato che la pasta ai broccoli con acciughe è buonissima, che sono i bambini che non la mangiano, che bisognerebbe portarli affamati a mensa così sicuro assaggerebbero e mangerebbero, che sono di gusti difficili. Insomma rimbalza ai genitori la responsabilità dell’inappetenza dei loro figli».

La critica si lega alla battaglia intrapresa dal comitato insieme ad alcuni genitori per avere il diritto di usufruire a scuola del pasto cucinato a casa. «Le deroghe concesse dal Comune alla ditta che si occupa della mensa sono rapide e all’ordine del giorno, le richieste dei genitori affinché i bambini mangino e bene sono, invece, rese complicate e generalmente respinte – aggiungono nel comunicato dal comitato -. Il Comune dovrebbe controllare la qualità e il successo dei cibi e, nella migliore delle ipotesi, promuovere progetti di educazione alimentare all’interno delle scuole, poiché il tempo mensa, come hanno recentemente chiarito anche le sentenze sulla libertà di scelta del pasto da casa, è parte integrante dell’offerta formativa e diritto di tutti i bambini. Ma il veto della Del Monte ad introdurlo nei refettori delle scuole lucchesi inspiegabilmente prevale e, contro le sentenze di Torino, i bambini con pasto da casa vengono discriminati, fatti mangiare fuori, isolati, costringendo di fatto le famiglie a servirsi del cibo della mensa. Qualche mamma ha dichiarato apertamente che ha paura a dare il pasto da casa a suo figlio. Nessun incontro tra le parti, quindi. Chi sarebbe preposto a garantire un servizio efficiente alla cittadinanza rimbalza i problemi, che permangono e crescono».

Alessandro Bientinesi

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