Il Tirreno

Lucca

E Garzella si sfila: correrà in solitario

E Garzella si sfila: correrà in solitario

Il presidente del consiglio comunale: «Non ci sto all’inciucio fra Marcucci e il sindaco. Ci vediamo al primo turno»

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Qualcuno già da tempo sussurrava che alla fine sarebbe andata così: che nella disfida fra tambelliniani e antitambellininani il cerino in mano sarebbe rimasto al presidente del consiglio comunale Matteo Garzella, che per primo ha chiesto le primarie, candidandosi. E che ieri ha sparigliato, annunciando che si candiderà al di fuori del Partito democratico: «Le vere primarie saranno al primo turno delle elezioni comunali».

Già da qualche giorno Garzella si stava scagliando contro quello che considera un accordo sotterraneo per una ricandidatura di Alessandro Tambellini senza primarie: «Il sindaco ha costruito questa ricandidatura tutta dall'alto. Prima facendo intervenire i suoi vari portavoce di vecchie e nuove liste per sbarrare la strada alle primarie e per attaccare chi come me parlava di necessità di cambiamento. Poi ha avviato una evidente trattativa tutta interna al salotto della politica tra Garfagnana (evidente riferimento ad Andrea Marcucci, ndr.) e città e avviando una lunga camminata insieme che è passata dal sostegno tiepido al “Sì” al referendum (mentre i suoi sostenitori, incluso il capogruppo del Pd e della sua lista civica sostenevano il “No”) e dal sostanziale ritiro da parte del senatore Marcucci della candidatura di Stefano Baccelli. Ritiro chiarito con le affermazioni di elogio da parte di Marcucci nei confronti della giunta e con la non risposta dello stesso Baccelli trincerato dietro le regole per non dover dire esplicitamente che gli hanno chiesto di fare posto all'inciucio con il sindaco uscente dopo la sconfitta sia nel omune che sulla provincia del “Sì”. Infine ecco aprirsi la settimana con l'incontro riservato del sindaco con il partito regionale per evidentemente definire come raccontare l'accordo e chissà magari anche come incrociarlo stavolta anziché con il referendum con il congresso (dove il sindaco dovrebbe sostenere il suo primo sponsor Enrico Rossi ma non ha avuto ad oggi il coraggio di dire nulla in tal senso). Oggi infine leggiamo della sua lettera ossequiosa e riverente a quel Pd regionale di cui sembra un adepto fedele è innamorato improvvisamente dopo aver negato a settembre la sua disponibilità a dichiararsi leale a un partito visto che come diceva lui era leale solo verso i cittadini».

Per Garzella, quella di Tambellini è «allergia alla democrazia interna visto che evidenzia come le primarie siano per lui un fastidio che servirebbero solo a dividere anziché unire. E allergia ancora più forte e quasi una lesa maestà visto che afferma che non avrebbero senso le primarie dato che in questi anni nessuno del Pd ha mai sviluppato una discussione sul lavoro della giunta e quindi nessuno evidentemente secondo lui si può permettere di farlo adesso. È ancora più grave il fatto che il sindaco manifesti nella sua lettera allergia alla democrazia delle elezioni visto che dai toni si capisce come per lui il risultato del voto sarebbe quasi scontato a suo favore». Il presidente del consiglio, a questo punto, tira le somme: «La scelta è quella più fedele alla domanda di cambiamento della città e di rispetto della storia che ho difeso e rappresentato. La scelta è che con grande felicità del sindaco gli do appuntamento a maggio - giugno al primo turno delle elezioni amministrative che diventano le vere primarie, le primarie della città dove io mi candido a cambiarla e migliorarla e il sindaco a lasciarla come è».

Interpellato, Garzella spiega di non sentirsi un “traditore” del Patto di lealtà al Pd che, in solitaria, ha firmato qualche tempo fa: «Sono stati gli altri a non essere leali al Pd e al suo statuto che prevede le primarie. Primarie vere, dico io, come quelle che io avrei voluto con Tambellini e Baccelli. Non certo primarie finte».

Garzella, dunque, si candida. Al momento in solitario. Ma certo non chiuso a contributi esterni. Se gli si chiede se potrebbe prendere in considerazione un accordo con chi oggi è all’opposizione, a partire dal centrodestra, risponde così: «Io non faccio accordi, maho un progetto di apertura verso la comunità locale. I problemi non sono di destra o di sinistra, servono persone competenti. E un programma che sto elaborando con i tavoli tematici e che poi discuterò con i cittadini negli incontri che riprederanno a gennaio». (l.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera