Il Tirreno

Lucca

Carmignani nei guai per abuso d’ufficio

di Luca Tronchetti
Carmignani nei guai per abuso d’ufficio

Concorso, Ztl e mobbing le accuse mosse dalla procura. Iscrizione nel registro degli indagati per altre quattro persone

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LUCCA. Il secondo filone dell’inchiesta sulla figura del comandante della polizia municipale Stefano Carmignani ha passato il vaglio del giudice delle indagini preliminari per la concessione della proroga per un tempo non superiore ai sei mesi chiesto dal sostituto procuratore Piero Alessandro Capizzoto per concludere l’inchiesta. La proroga, notificata a cura del giudice, viene inviata alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa dal reato. E visto che la richiesta è stata spedita tra il 20 e il 24 novembre alle parti è logico pensare che tutte le persone iscritte nel registro degli indagati siano state informate che nei loro confronti la procura sta svolgendo accertamenti.

Gli indagati. In questo nuovo filone, che non è altro che l’insieme degli atti raccolti durante l’indagine dei carabinieri della polizia giudiziaria nel febbraio 2016, la legge ha imposto come atto dovuto l’iscrizione di cinque persone su cui pone l’attenzione l’autorità giudiziaria. Oltre al comandante Stefano Carmignani, ci sono il capo di gabinetto del sindaco Luca Galli, il segretario generale Sabina Pezzini, l’amministratore unico della Lucca Holding Servizi Luca Bilancioni e un esperto ispettore della polizia municipale come Antonio Bartolini addetto alla gestione esercizio di diritti di difesa, alla trasmissione del rapporto all'autorità giudiziaria e al controllo dei varchi elettronici riguardanti veicoli a servizio di disabili muniti di contrassegno, taxi, noleggio con conducente. Le ipotesi accusatorie formulate a vario titolo vanno dall’abuso d’ufficio all’omissione d’atti d’ufficio, dal falso a prevaricazioni legate a «demansionamenti» con riduzione degli emolumenti di agenti della municipale. È bene essere chiari: si tratta al momento di ipotesi di lavoro e la posizione di tutti o parte dei cinque gli indagati potrebbe essere archiviata al termine della fase istruttoria. Anche perché, eccezion fatta per Carmignani per la vicenda legata al comodato d’uso dell’auto di servizio, nessuno è stato interrogato dalla pg alla presenza di un legale. Tutti invece sono stati ascoltati a vario titolo come persone informate dei fatti.

I fatti. Il «dominus» dell’inchiesta è sempre il comandante Stefano Carmignani. Le contestazioni spaziano dall’acquisizione degli atti legati alla selezione pubblica per titoli ed esami per l’assunzione a tempo indeterminato di un addetto alla gestione del ciclo sanzioni del codice della strada presieduta da Bilancioni e a cui Carmignani, che per la procura era incompatibile e doveva astenersi a ricoprire il ruolo di commissario, sino alla presunte irregolarità nel rilascio dei permessi a proprietari di auto transitate nella zona a traffico limitato con sospetti su alcune vetture che passarono i varchi senza che vennero trasmesse sanzioni amministrative. Un’indagine frutto dei veleni interni al comando di piazzale San Donato con almeno 4-5 vigili che avrebbero manifestato disagi e contrarietà nell’atteggiamento tenuto dal comandante che nell’ottobre 2014 superò il concorso a cui avevano partecipato 20 candidati e solo 7 vennero ammessi.

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