La Natività nelle terre devastate dal terremoto
LUCCA. È uno dei temi ricorrente nei presepi di quest'anno, insieme alle guerre e alle catastrofi naturali. Il terremoto che l'estate scorsa ha colpito le regioni del centro Italia domina anche la...
LUCCA. È uno dei temi ricorrente nei presepi di quest'anno, insieme alle guerre e alle catastrofi naturali.
Il terremoto che l'estate scorsa ha colpito le regioni del centro Italia domina anche la scena del presepe allestito nella chiesetta di San Benedetto in Gottella, in piazza Bernardini, dai responsabili della Confraternita dè Legnaioli che gestisce l'edificio religioso, risalente al IX secolo. L'inaugurazione ufficiale è fissata per oggi, venerdì 16 dicembre, alle 17 con la benedizione dell'arcivescovo Italo Castellani, ma il presepe sarà aperto al pubblico da oggi alle 15.30.
Particolarmente suggestivo l'allestimento di quest'anno, con i personaggi in legno tradizionale dei Legnaioli trentini che eccezionalmente vanno a sostituire quelli tradizionali dei colleghi lucchesi che per questo Natale si sono trasferiti nell'atrio dell'ospedale San Luca.
Sagome lignee realizzate e dipinte a mano che arrivano dalla Fiera di Primiero, gentilmente prestate da Vinicio Fruzzetti, membro dell'arciconfraternita della Misericordia di Lucca, originario della suddetta zona del Trentino.
Sullo sfondo, dicevamo, la scena del sisma che ha colpito il centro Italia e raso al suolo le frazioni di Accumoli e Amatrice e altri piccoli paesi nei dintorni.
Immagini di macerie, volti disperati di uomini e donne, anziani e bambini infreddoliti e terrorizzati. Abbracci strazianti e vigili del fuoco che lottano contro il tempo per salvare vite umane.
In primo piano un Gesù crocifisso che si è staccato dalla croce, recuperato dai pompieri.
Un presepe scarno, triste ed essenziale, realizzato con pochi personaggi, proprio come era alle origini.
Un pastore, una donna che lavora la lana di pecora per realizzare un indumento da portare in dono al Bambinello e un altro personaggio con un bambino che offre le mele, simbolo del Trentino.
E poi la Natività con Maria, Giuseppe, il piccolo Gesù e un angelo. Non c'è un tetto né una capanna perché abbattuta dal terremoto.
Sul fondo tante macerie, calcinacci e pietre a simboleggiare un mondo che si sta sgretolando. Ma anche qualche filo d'erba a ricordare la vita che torna anche dopo il più terribile disastro.
Il presepe, a ingresso libero, resterà aperto nei giorni 17-18-24-25 e 31 dicembre - 1-6-7-8-14 e 15 gennaio dalle 15.30 alle 19. Il 31 dicembre al mattino dalle 10 alle 13. Le offerte saranno interamente devolute alle popolazioni terremotate.
Rossella Lucchesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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