Il Tirreno

Lucca

Migranti, il bando fa flop: solo 971 posti

di Gianni Parrini
Migranti, il bando fa flop: solo 971 posti

Molti operatori che già accolgono i profughi non hanno partecipato per dimenticanza. Svuotare le Tagliate è complicato

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LUCCA. Il bando migranti fa flop: solo 971 posti. Molti operatori non si sono ripresentati (ma verranno recuperati con le assegnazioni in emergenza). E non si sa quanti sono i nuovi posti disponibili: la prefettura non lo dice. Scelta curiosa quella dei vertici di palazzo Ducale, che ieri mattina dopo, aver pubblicato l’elenco degli operatori a cui verrà affidato il servizio di prima accoglienza per l’anno 2017, preferisce non dare ulteriori dettagli. Non è noto, ad esempio, quale sia il numero dei nuovi posti ottenuti con il bando; quanti ospiti vengano assegnati a ciascuno dei vincitori e in quante strutture; quanti dei soggetti che già si occupavano di accoglienza non si siano ripresentati.

Pariamo da quello che ci è consentito sapere: l’appalto è di 17milioni di euro ed era basato su un’esigenza di disponibilità stimata in 1.412 posti. Una cifra maturata considerando i prolungamenti delle assegnazioni in essere, che scadono alla fine dell’anno: 1.199. Questo, almeno è il dato fornito dal prefetto Giovanna Cagliostro nel consiglio comunale del 15 novembre. A ciò si aggiungono i circa 200 ospiti alla tensostruttura di via delle Tagliate, che il Comune di Lucca ha chiesto a gran voce di ridurre almeno a 150 entro Natale. Un traguardo che a questo punto appare difficile da raggiungere, anche se la prefettura sta lavorando in questo senso e non si dà per vinta. I posti ricavati dal bando, infatti, sono meno di quelli attesi. Molti meno. Appena 971. Il motivo è semplice: molti degli operatori che già ospitano i migranti non hanno partecipato alla gara per il 2017. Alcuni per scelta, molti per dimenticanza (pare non abbiano letto la mail inviata da palazzo Ducale). Questi ultimi, se interessati a proseguire nella prima accoglienza dei loro ospiti, verranno recuperati prolungando extra bando la convenzione attualmente in essere con Palazzo Ducale.

Tra i 971 posti offerti con il bando, inoltre, ve n’è qualcuno totalmente nuovo ma la prefettura non dà numeri precisi. «Cambiano da un giorno all’altro – spiegano da palazzo Ducale – Le strutture offerte dagli operatori devono ancora essere confermate e quindi il dato che daremmo potrebbe essere fuorviante». Una spiegazione che convince poco. Ma tant’è: la prefettura fa le sue scelte, che di sicuro non sono un inno alla trasparenza. Certo è che dal bando ci si attendeva qualcosa di più. Almeno 200 nuovi posti. Che non sono arrivati.

Nella graduatoria pubblicata sul sito della prefettura ci sono 24 “operatori”. Prima classificata è L’Unione (75 punti), società a responsabilità limitata con sede a Lucca di cui è amministrato unico Deborah Bindani. Ha come oggetto sociale l’attività edilizia, la gestione di alberghi e strutture ricettive, e altro ancora. Ma non c’è una parola che riguardi i profughi. Seguono gli altri soggetti, alcuni noti e accreditati nel campo dell’accoglienza, altri meno conosciuti e soprattutto con vocazioni di ben altro genere. Nell’ordine ci sono l’associazione Partecipazione e Sviluppo (che in provincia gestisce già 120 migranti), la società agricola La Fornace, l’associazione Le Vie, la società agricola Fattoria del Sorriso, l’azienda agricola Le Poiane, la società lo Sceriffo, So&Co (altro colosso dell’accoglienza con 271 migranti), l’associazione Le Macine, le misericordie di Camaiore (10°), Lucca (16°), Torre del lago, (17°) e Forte dei Marmi (23°), la società agricola Hospitalia, l’azienda agricola Il Lampone, il Gvai, la società agrituristica Al Molino della Luna, la cooperativa Giovani e Comunità, la Croce Verde di Lucca, il consorzio opere della Misericordia di Firenze, la cooperativa la Salute, l’azienda agricola Il Carlotto, l’albergo Acqua Bianca e infine il Ceis.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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