Il Tirreno

Lucca

Dalle multe già incassati oltre due milioni di euro

di Luca Cinotti

I dati 2016 di Lucca Holding Servizi: il 37,3% paga in misura ridotta entro 5 giorni Nella riscossione coattiva la partecipata ottiene risultati migliori di Equitalia

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LUCCA. Quasi due milioni e duecentomila euro. È l’incasso 2016 che il Comune può mettere in conto per quanto riguarda le sanzioni del codice della strada. A questi vanno aggiunti 561.000 euro di Imposta comunale sulla pubblicità e 111.000 euro per le affissioni e gli impianti pubblicitari.

Numeri snocciolati in commissione durante l’audizione di Luca Bilancioni, amministratore unico della Lucca holding servizi, società partecipata alla quale il Comune ha affidato la riscossione delle imposte comunali e delle multe. Ma la Lhs ha anche in carico le procedure coattive, cioè quelle che scattano in caso di mancati pagamenti e che fino al giugno dello scorso anno erano curate da Equitalia: secondo i dati forniti da Bilancioni , i risultati ottenuti dalla società sono milgiori rispetto a quello del vecchio agente della riscossione.

La riscossione ordinaria. I proventi delle multe sono stati di 2,19 milioni di euro. Nel 2016 il 37,3% di chi si è trovato un preavviso di contravvenzione sul parabrezza ha scelto di pagare in misura scontata entro i primi cinque giorni. Il 13,2%, invece, ha optato per l’importo ridotto entro i successivi 60 giorni. Il restante 49,5%, invece, è destinato ad approdare alla riscossione coattiva. L’obiettivo del 2017 è riprendere la gestione delle multe all’estero, attualmente affidata a un’azienda esterna tramite un appalto.

Per quanto riguarda l’imposta sulla pubblicità, il dato di 561.000 euro (a fine novembre) è in linea con gli anni precedenti. È, inoltre, iniziata a giugno l’attività di accertamento sull’evasione, coinvolgendo le associazioni di categoria: l’accertamento previsto varaia da 150.000 a 330.000 euro, visto che si può optare per pagare in misura ridotta entro sessanta giorni. C’è, inoltre, già stato un “ravvedimento operoso” per un valore di 12.169 euro, oltre a 85 contatti per consulenza sulla regolarità della propria posizione riguardo l’imposta.

Centoundicimila euro sono invece arrivati dagli impianti per le pubbliche affissioni, per una superficie complessiva di 1.500 metri quadri. Altri 78.000 arrivano dal contratto con la ditta Igp Decaux che - in attesa di gara - gestisce gli impianti commerciali (i grandi pannelli lungo le strade).

La riscossione coattiva. Complessivamente la società guidata da Bilancioni ha emesso avvisi di pagamento per 13,5 milioni di euro: un “calderone” nel quale vanno rette delle Rsa, Ici 2010, multe 2012 e 2013, mense scolastiche, assistenza domiciliare, rifiuti 2012 e 2013, Imu del 2011. Utilizzando la cosiddetta “fase uno” della riscossione coattiva (cioè l’ingiunzione che intima al pagamento) è ritornato nelle casse pubblica il 12,3% dell’importo complessivo dovuto. Una percentuale che, peraltro, non tiene conto delle rateizzazioni accordate, se non per gli importi già pagati. Si tratta comunque di una cifra che fa sorridere gli amministratori comunali e quelli della Lhs, visto che, pur essendo approssimata per difetto, è superiore a quella dichiarata da Equitalia per i propri “servizi”.

Nel corso di una recente audizione dell’amministratore delegato di Equitalia al Senato, infatti, è emerso che gli importi incassati o rateizzati a 15 anni fra quelli affidati dagli enti come i Comuni si fermano alla percentuale del 20,08%.

In queste settimane, infine, è stata avviata anche la cosiddetta “fase due” della riscossione coattiva. Quella, cioè, che prevede misure cautelari (fermo amministrativo e ipoteca) ed esecutive (espropriazione). Al momento, soltanto il flusso dell’Ici 2010 è in questa fase, per atti di importo superiore a 1.000 euro: sette atti sono in procedura esecutiva, per un valore di 21.832 euro, altri 110 in lavorazione per una cifra di 729.512 euro. restanti atti di valore inferiore a 1.000 euro devono essere trattati separatamente: la normativa prevede l’invio di un sollecito in posta ordinaria e successiva attesa di 120 giorni prima di procedere con la fase 2 vera e propria.

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