Il Tirreno

Lucca

Condannato a 5 anni l’animatore turistico che adescò un bimbo

di Luca Tronchetti

Il pedofilo si scusa in aula con la vittima e i suoi familiari, ma la confessione è tardiva e il gup non concede attenuanti

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PIANA. Condannato a cinque anni di reclusione il giovane animatore turistico - residente nella Piana, con un passato da catechista - accusato di pedofilia ai danni di un bimbo di 10 anni adescato il 9 luglio 2015 n un villaggio vacanze a Sharm El Sheikh in Egitto. Una condanna mitigata dalla scelta del rito abbreviato che prevede la riduzione di un terzo della pena (il gup Silvia Mugnaini era partita da sette anni e mezzo), ma che di fatto ha sancito la revoca della precedente sospensione condizionale della pena di due anni comminata per un episodio analogo venuto alla luce nel 2012 ai danni di due bambini di 10 anni residenti della Piana. Non è passata l’ipotesi di violenza sessuale di minore gravità come chiesto dalla difesa con il giudice che ha negato le attenuanti generiche e ha applicato anche la recidiva specifica infraquinquennale.

Scuse tardive. Nell’udienza camerale l’imputato, per la prima volta, si è scusato e ha chiesto perdono alla piccola vittima e ai suoi familiari originari del Nord Italia. Un pentimento e soprattutto una confessione che il giudice e il pubblico ministero - l’inchiesta era stata condotta dal sostituto procuratore Sara Polino, ma in aula l’accusa era rappresentata dal pm Piero Capizzoto - hanno ritenuto tardive. L’accusa aveva chiesto 6 anni e 10 mesi per l’imputato accusato di violenza sessuale con l’aggravante di aver abusato delle condizioni di inferiorità fisica della persona offesa, un minore di 14 anni. La parte civile - rappresentata dal legale dei familiari della vittima degli atti sessuali - non ha chiesto la provvisionale ottenendo, fuori processo, un risarcimento parziale di cinquemila euro. Tra le pene accessoria per il pedofilo l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Al termine della lettura del dispositivo, il ventiseienne che svolgeva la sua attività di intrattenitore stagionale nei villaggi vacanze è stato riaccompagnato nel carcere di Prato dove si trova detenuto da oltre 13 mesi.

Un giovane inserito. Una vicenda, quel del giovane pedofilo della Piana, che turbò l’opinione pubblica causando un dolore straziante e indicibile sia per le vittime, sia per i congiun ti del ragazzo che, mostrando una doppia personalità, era riuscito a crearsi una fitta rete di amicizie grazie alla sua attività a livello sociale con frequentazioni in un istituto religioso della Piana e partecipazioni ad iniziative per le feste di carnevale dei piccini.

Il precedente. Ma quella condanna a due anni per un episodio analogo (è ancora pendente una causa civile per il risarcimento del danno con una richiesta di 250mila euro) segnalato nel 2012 da alcune maestre di una scuola elementare ai danni di due bimbi di 10 anni, avrebbe dovuto essere colta come un segnale di malessere interiore che invece venne mitigato dalla sospensione condizionale della pena.

Le fonti di prove. ñAd incastrare l’ex catechista, oltre alla denuncia presentata nell’agosto 2015 dai genitori del bimbo, dal sequestro di pc e telefonino operato dai carabinieri sarebbero emerse prove inconfutabili: messaggi espliciti, immagini di bimbi senza veli su Fb e WhatsApp.

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