Il presidio
Affitti alti, Mobilcasa cambia dopo 50 anni
Intanto la Stella Polare valuta di trasferirsi fuori dalle Mura
LUCCA. Il commercio nel centro storico di Lucca continua a mutare, mentre nuovi punti di ristorazione si insediano dentro le Mura o progettano di farlo, altri negozi e esercizi si trasferiscono dalle loro sedi storiche.
Il negozio di mobili di design Mobilcasa al 57 di via Vittorio Veneto si trasferisce dalla sede che lo ha accolto per cinquant’anni per continuare la sua attività in un altro punto, ancora da definire, ma sempre nel centro storico della città.
Se i contratti d'affitto scadono e non vengono rinnovati dai proprietari, per i gestori di un'attività trasferirsi è una scelta obbligata. Nella stessa via, all'incrocio con piazza Napoleone, anche lo storico bar Stella Polare si sta preparando a lasciare il palazzo che è stato "casa sua" per più di cento anni e a spostarsi altrove, e non è detto che resterà dentro le Mura: i titolari infatti stanno valutando anche la possibilità di spostarsi fuori dal centro storico.
“Svendita totale per trasferimento attività" è ciò che si legge sul grande cartello affisso alla vetrina del negozio Mobilcasa. All'interno lo spazio è ampio e luminoso, ci sono un divano, un tavolo con attorno le sedie, accanto mensole con libri di architettura d'interni e cataloghi di design, agli angoli del negozio lampade di diverse forme e misure e alle pareti dei quadri colorati d'arte contemporanea. Tutto è disposto con gusto, lo stile è moderno e ricercato. Sugli oggetti d'arredamento sono appoggiati dei cartelli con il prezzo, in rosso lo sconto. In cinquant'anni di attività i titolari di Mobilcasa sono stati protagonisti e testimoni dell'evoluzione del commercio a Lucca.
«Negli anni sono diminuiti sicuramente i clienti stranieri, che apprezzavano molto i prodotti di design che vendiamo - spiegano i titolari - ora forse girano meno soldi in generale e poi molti turisti visitano Lucca solo per un giorno e poi vanno via».
«Non sappiamo con esattezza quando ci sposteremo né dove, ma resteremo dentro le Mura, in una strada con affitti meno cari - aggiungono -; probabilmente ci sono esercizi disposti a pagare di più, locali, catene della ristorazione. Noi ci spostiamo e forse qui verrà una pizza al taglio o un bar, in questa via ce ne sono già almeno otto».
Questi sono gli ultimi mesi prima del trasferimento anche per il bar Stella Polare che serve caffè dal 1910. «Ormai stiamo entrando nel nuovo anno e presto dobbiamo decidere dove continuare l'attività- spiega il titolare Franco Lenzi - mi piacerebbe essere in grado di dire stasera stessa, domani o tra una settimana dove saremo, ma so che non sarà possibile, non lo sappiamo ancora».
I titolari del caffè stanno valutando tutte le possibilità: «Stiamo guardando vari posti in centro storico, ma non escludiamo di trasferirci fuori dalle mura, tutti chiedono un sacco di soldi», aggiunge Lenzi. Spesso si associa un locale, oltre che con il servizio e con le persone che lo gestiscono e lo frequentano anche con il posto in cui si trova. Andarsene dispiace, ma, secondo Lenzi, c'è poco da fare. «Non eravamo padroni del palazzo e quindi non eravamo a casa nostra, il proprietario ha deciso di riprendere l'immobile, non sappiamo cosa ne voglia fare, se abbia qualcun altro a cui affittarlo o abbia altri progetti. A noi comunque non è stata proposta una variazione o un aumento dell’affitto».
Altri cambiamenti sono annunciati in un’altra area del centro storico, quella di Chiasso Barletti. Una strada che a dire sfortunata si dice poco, nonostante la sua collocazione che, sulla carta, si direbbe invece privilegiata, linea di congiunzione quale è tra via Fillungo e via Santa Lucia. Ma Chiasso Barletti è una strada “invisibile”, almeno da chi passa in via Fillungo, perché in quel punto è molto stretta e poco (o per niente) illuminata.
Sta di fatto che proprio a causa di questa condizione perennemente nascosta, in Chiasso Barletti un’altra attività delle poche che sono rimaste starebbe per chiudere, non in tempi brevi ma nell’arco di alcuni mesi.
L’ennesima conferma, purtroppo, dell’incuria in cui questa via centralissima purtroppo è costretta. Nel tempo in tanti hanno provato ad aprirvi un’attività, delle tipologie più disparate. Abbigliamento uomo e donna, abbigliamento bambini e ragazzi, articoli per la casa, articoli vintage, pubblici esercizi. Ma dopo un periodo più o meno lungo di tempo è sempre successo che queste attività o hanno chiuso o - nel migliore dei casi - hanno deciso di trasferirsi in un’altra zona del centro più fortunata e soprattutto più in vista rispetto a Chiasso Barletti.
In questo caso non è una questione di affitti: in Chiasso Barletti sono più bassi rispetto al resto del centro. Ma tenere aperta un’attività equivale comunque a sopportare costi che si aggiungono all’affitto: dal personale alle utenze e via dicendo. Finisce però che, se manca il passaggio della gente, le attività chiudono o scelgono un’altra sede.
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