Il presidio
Sempre più italiani maschi chiedono aiuto alla Caritas
In molti aspettano di trovarsi in difficoltà estrema prima di chiedere aiuto Aumentano le persone in povertà che vivono da sole, soprattutto straniere
LUCCA. Spesso sono persone con più di 45 anni con seri problemi di collocazione sul mercato del lavoro: hanno perso l'occupazione oppure si sono trovati in una condizione che impedisce loro di lavorare. I maschi italiani che si rivolgono ai centri di ascolto della Caritas sono in aumento. Questo è quanto emerge dal rapporto "Come il filo del vestito" sulle povertà e le risorse della Diocesi di Lucca presentato ieri presso la curia arcivescovile.
Nel 2015 i maschi italiani che si sono rivolti ai centri d'ascolto Caritas sono stati l'1% in più rispetto all'anno precedente, quelli stranieri sono invece calati dell'1%.
Su un totale di 1468 persone accolte nel 2015, 441 erano uomini stranieri, 282 uomini italiani, 330 donne italiane e 415 donne straniere.
Anche se gli stranieri e le donne rimangono comunque le categorie più numerose, il dato riguardate gli italiani, i maschi e i maschi italiani fa preoccupare.
«Prima della crisi del 2008 - spiega la direttrice della Caritas Donatella Turri - erano soprattutto le donne rispetto agli uomini e gli stranieri rispetto agli italiani a rivolgersi a noi perché in condizione di svantaggio, oggi invece la differenza in entrambe le categorie si è fortemente ridimensionata, tra maschi e femmine nel 2015 abbiamo avuto quasi un perfetto bilanciamento, la povertà tocca tutti e anche una categoria come quella dei maschi italiani, che in passato era meno coinvolta, oggi è a rischio».
Rispetto al 2014 gli italiani, maschi e femmine, che si sono rivolti ai centri di accoglienza Caritas sono aumentati del 4,1% e i maschi, stranieri e italiani che siano, sono incrementati del 2,8%.
Le classi di età nelle quali si concentra maggiormente il disagio sono quelle dell'età adulta: 35 - 44 anni e 45-54 anni, con una conseguente ricaduta molto preoccupate sui bambini e i minori. «Molte delle persone che si rivolgono ai nostri centri non presentano all'operatore volontario solo la propria storia ma spesso quella di tutti i membri della famiglia, molti dei quali sono bambini e purtroppo chi conosce la povertà da piccolo è molto più esposto degli altri ad esserne vittima anche da grande».
Se per gli adulti povertà vuol dire non poter pagare l’affitto, non avere un lavoro, per i bambini vuol dire soprattutto esclusione sociale: non partecipare alle gite scolastiche, alle cene di classe, non avere i libri di testo .
Non solo le famiglie si trovano in condizioni economiche precarie. Secondo il rapporto, sono in aumento anche il numero di persone in povertà che vivono da sole, soprattutto tra gli italiani, ma anche tra gli stranieri.
Tra le persone che si sono rivolte ai centri d’ascolto, sei su dieci hanno dichiarato di non essere seguite da un assistente sociale. «A volte si tratta di persone che hanno perso il lavoro nell’anno in corso e quindi non possono ancora accedere ad aiuti, ma altre volte sono persone che sono fuori dal sistema dei servizi per altri motivi. Tra questi ci sono molti stranieri», spiega la direttrice della Caritas di Lucca.
Aiutare le persone non è sempre facile. Il problema spesso è che chi ha bisogno aspetta di trovarsi in una situazione senza via d’uscita prima di chiedere aiuto. «Spesso più difficili sono le situazioni in cui si trovano le persone e più queste faticano a rivolgersi ai centri d’ascolto. Vorremmo raggiungerle prima, questa per noi rimane la sfida ».
I dati del rapporto della Caritas non hanno valore statistico assoluto in quanto si riferiscono solo alle persone che effettivamente si rivolgono ai centri d'ascolto, ma sono comunque molto utili per aver un panorama del fenomeno. «Possono mostrarci quali sono le tendenze, possono darci non solo una fotografia della povertà, ma anche una direzione per orientarci», spiega Elisa Matutini che ha curato il rapporto.
Nella prima parte del 2016 si confermano le tendenze del 2015. Al primo luglio 2016 presso i centri d'ascolto risultano accolte 1220 persone, quasi uno suo due è italiano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
