Il presidio
Le storie e i volti dietro i numeri
Per alcuni l’indigenza giunge all’improvviso, per altri è un fenomeno cronico o “di ritorno”
LUCCA. «Dire dati, significa dire persone», ha detto l’Arcivescovo Italo Castellani presentando il rapporto Caritas sulla povertà. Dietro ogni numero infatti c’è un volto e una storia di vita.
Le persone che si rivolgono ai centri di ascolto della Caritas si caratterizzano per percorsi profondamente differenti. Alcuni hanno alle spale contesti familiari e sociali caratterizzati da povertà cronica, altri hanno sperimentato il disagio economico in termpi recenti nella loro vita, in seguito a una separazione o a un altro evento particolare come la perdita improvvisa del lavoro. In alcuni casi il processo che ha portato alla povertà è avvenuto greadualmente, in altri è giunto all’improvviso. «Abbiamo incontrato persone che hanno dovuto far fronte, per esempio, alla malattia improvvisa di un familiare arrivata in contemporanea con la perdita del lavoro da parte dell’unico componente della famiglia occupato», racconta la direttrice della Caritas di Lucca Donatella Turri. «In questi casi alle difficoltà economiche preesistenti si sommano le spese da sostenere per assistere il familiare». In altri casi la povertà si sperimenta come fenomeno “di ritorno”. Si tratta di persone che dopo aver provato condizioni di deprivazione erano riuscite a costruire un equilibrio sufficente per avere una vita dignitosa e poi, in seguito alla crisi economica, sono precipitate nuovamente in una condizione di povertà. «È stato il caso di alcune famiglie di immigrati - spiega Turri -Si erano rivolte a noi all’arrivo in Italia, poi avevano trovato lavoro e ora a causa della crisi si ritrovano nella situazione di partenza». (a.s.)
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