Il presidio
Pia Casa, ospiti arrabbiati «Di notte senza assistenza»
Le persone ospitate nella rsa di Lucca denunciano il peggioramento del servizio Il cambio di gestione avvenuto il 1° dicembre ha ridotto personale e ore di lavoro
LUCCA. La vertenza relativa ai destini dei lavoratori delle residenze sanitarie della Pia Casa e di Villa Santa Maria si è chiusa positivamente, anche se i sindacati hanno dovuto mandare giù il boccone amaro dei 25 esuberi. Ora, però, a storcere la bocca per come è cambiata la gestione ci si mettono anche gli ospiti della struttura di Lucca, la Pia Casa. Dal 1° dicembre il servizio è affidato in concessione alla Pro.Ges, cooperativa risultata aggiudicataria del bando (ma l’assegnazione è ancora sub iudice) che prende il posto di Kcs. Il passaggio ha comportato un taglio del personale e una ridistribuzione degli orari di lavoro. Una nuova organizzazione che non soddisfa gli ospiti della Pia Casa.
A farsi portavoce del malcontento è Francesco Maffei, 58 anni, da 16 ospite della struttura insieme ad un’altra quarantina di persone. «Da quando è subentrata Pro.Ges non c’è più l’infermiere in servizio per il turno di notte. Restano solo due assistenti che però in caso di bisogno non possono somministrare medicinali. Eventualità che in una struttura come la Pia Casa si verifica piuttosto di frequente. Inoltre sono state drasticamente ridotte le ore di presenza degli educatori. Insomma, il servizio è decisamente insufficiente». Ancora peggio è andata ai agli ospiti dei mini-appartamenti e della casa famiglia (12 persone in tutto) che pur essendo fisicamente staccate dal corpo principale della Pia Casa (vi si accede da via degli Orti), in precedenza erano gestiti a tutti gli effetti dal personale di Kcs. «Ma nel nuovo bando la gestione della casa famiglia e dei suoi ospiti non è stata inserita – spiega Mario Diolaiuti, 77 anni, da 5 ospite della struttura – Siamo lasciati a noi stessi: non abbiamo più un infermiere che viene a vedere come stiamo o a misurarci la pressione. Per non parlare dei servizi di lavanderia o parrucchiere: spariti. C’è solo una donna che una volta a settimana viene a darci un’occhiata e va a fare la spesa per noi. Una situazione francamente inadeguata: nella casa famiglia ci sono persone che superano i 90 anni e lasciarle senza un sostegno da un giorno all’altro è assolutamente ingiusto».
Gli ospiti della struttura sono a conoscenza della tortuosa vicenda che ha portato al cambio di gestione, ma di certo non sono soddisfatti per come si è risolta. Almeno a giudicare dai primi dieci giorni del nuovo corso: «In un primo momento siamo scesi in piazza con i lavoratori della rsa poi nessuno ci ha più interpellato e alla fine ci siamo ritrovati in questa situazione disagevole». Intanto è atteso per il 12 gennaio il pronunciamento del Consiglio di Stato in merito alla sentenza del Tar che ha annullato l’aggiudicazione alla ditta Agorà, accogliendo il ricorso di Pro.Ges.
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