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Stakanovisti dei furti chiesto il giudizio per 19
Il 23 dicembre udienza preliminare per la banda che per anni seminò il terrore a Lucca e Piana: nel 2005 commisero 30 colpi
LUCCA. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per le 19 persone ritenute responsabili di associazione a delinquere per commettere numerosi furti e rapine in città: il 23 dicembre prossimo il gup deciderà in merito alle richieste della magistratura inquirente sulla banda, composta da donne, italiani e di etnia nomade, che ha seminato paura e terrore in città e nell'area urbana. Nel mirino casseforti aperte sul posto o portate via a bordo di capienti auto, in genere station wagon, che venivano rubate poche ore prima nelle concessionarie, utilizzate per trasportare la refurtiva e poi abbandonate.
L'inchiesta è nata e si è sviluppata a Lucca perché secondo gli inquirenti proprio nella nostra città c'era la centrale operativa della banda, in pratica la famiglia Satori, che poi aveva preso contatto con altre famiglie nomadi, come i Cavazza della Versilia. Dando vita - secondo le accuse - a un sodalizio criminale in grado di organizzare nei minimi dettagli i colpi nelle ville dei vip, in banca, negli uffici postali, addirittura in due farmacie, nelle aziende e in altre abitazioni private. Con un unico obiettivo: le casseforti.
Il gruppo si era specializzato anche nel neutralizzare i sistemi di allarme, anche quelli più sofisticati, come avvenuto in occasione del colpo effettuato nella villa di una facoltosa famiglia di Sanremo. E faceva sempre un bottino consistente: non solo denaro, che veniva immediatamente ed equamente diviso fra tutti i componenti della gang, ma anche preziosi e gioielli. Merce che passava immediatamente di mano, finendo, in base agli accertamenti della polizia, a un ricettatore romano. L'uomo è stato sorpreso con numerosi oggetti preziosi di considerevole valore che erano stati rubati dal gruppo di nomadi in una lussuosa villa di Firenze di proprietà di un professionista.
Le persone che l’antivigilia di Natale dovranno comparire, a vario livello e titolo, davanti al gup sono Clei Satori, Domenico Tarantino, Virginia Maccani, Samuele Ammoscato, Daniele Di Leo, Cesare Satori, Alessandro Bini, Patrik Cavazza, Ismaele Lebbiati, Maria Satori, Paola Barbato, Sergio Ersemberger, Angelo Onorato, Mirko Antonio Beschi, Consuelo Iussi, Deborah Iussi, Michele Bordignoni, Francesco Moscatelli e Denis Hudorovic.
Le indagini risalgono fino al 2004 ed erano culminate de anni dopo con l'arresto di altre dieci persone tra nomadi e italiani. In molti finirono in carcere o ai domiciliari e altri hanno seguito un differente iter processuale. La gang è accusata di aver messo a segno non meno di trenta colpi nel solo 2005.
Vincenzo Brunelli
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