Italia
Pestaggio al bar Sara, un agguato vittima fatta uscire con un trucco
Le telecamere mostrano il barista che segue due uomini allontanatisi dal locale senza pagare All’esterno sarebbe la selvaggia aggressione 4 contro 1. I carabinieri indagano ma nessuno parla
Attirato fuori dal locale con uno stratagemma e picchiato selvaggiamente. Cominciano a delinearsi con maggiore precisione i contorni della feroce aggressione di cui giovedì sera è rimasto vittima un 35 cinese, che lavora al bar Sara, sulla via Pesciatina. Poco dopo le 22 l’uomo è stato preso a calci e sprangate da un gruppo di quattro uomini (italiani e nordafricani) subito fuori dal locale. Poco dopo in compagnia di una donna si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale San Luca: la testa aperta e sanguinante, un braccio dolorante e probabilmente rotto, numerosi lividi sul resto del corpo.
Sul fatto indagano i carabinieri che stanno cercando di capire quali siano i motivi del brutale pestaggio. Qualche indizio potrebbe arrivare dalle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza posizionate all’interno del locale. Negli attimi precedenti la baruffa si vede il barista cinese servire da bere a due avventori che poi escono senza pagare. Il ragazzo li segue all’esterno e lì ad attenderlo avrebbe trovato i quattro picchiatori che lo hanno ridotto in una maschera di sangue. Sembra quasi che il giovane, persona robusta e dai modi risoluti con ubriachi e clienti che non pagano, sia stato attirato fuori dal bar con questo stratagemma. Una sorta di agguato che lo ha colto di sorpresa e a mani nude, mentre i suo aguzzini avevano una spranga o una mazza di legno che hanno usato senza risparmiarsi. Alla base dell’episodio, dunque, potrebbe esserci il rancore di qualche avventore allontanato in passato per i suoi modi poco urbani. Ma al momento l’ipotesi necessità di ulteriori riscontri. Decisiva sarà la testimonianza dell’aggredito, che a quanto pare ha riconosciuto almeno uno dei suoi aggressori.
Il giorno dopo, nel bar, vige il più stretto riserbo, in un tentativo di allontanare il brutto episodio con un forzato ritorno alla normalità: i titolari sembrano introvabili e il personale tiene le bocche ben cucite di fronte alle domande dei cronisti, quasi avessero ricevuto in merito precise istruzioni. Anche presso gli altri esercizi di zona, dai quali stando alle prime ricostruzioni dovrebbe essere partita la chiamata di soccorso alle forze dell'ordine, nessuno si lascia sfuggire niente. Tutti sanno, ma tutti fanno spallucce, vuoi per un qualche senso di solidarietà tra vicini, vuoi per il timore di ben più concrete rappresaglie da parte degli autori dell'agguato. Un silenzio collettivo che, involontariamente, lascia però molto intendere su quanto questa vicenda abbia scosso gli animi in questa zona, dove fortunatamente episodi del genere sono da considerarsi rare eccezioni alla normale routine.
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