Il Tirreno

Lucca

Imu e Tasi, ecco dove si paga di più

di Gianni Parrini

Il 16 dicembre scade il termine per il versamento del conguaglio. Riduzione del 50% per alloggi in comodato d’uso ai figli

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LUCCA. Le feste di Natale si avvicinano ma prima di mettere da parte i soldi per i regali, le famiglie della Lucchesia devono fare i conti con le tasse. Il 16 dicembre scade il termine per il pagamento del conguaglio di Imu e Tasi. Se non un salasso, poco ci manca.

La novità di quest’anno è che la prima casa è salva: il governo Renzi ha cancellato la tassa sui servizi indivisibili (Tasi) che gravava sulle abitazioni principali, fatti salvi gli immobili di pregio. Per intenderci ville, castelli e dimore storiche: ovvero tutti quei beni classificati dal catasto in categoria A1, A8 e A9. Imu e (talvolta) Tasi, dunque, gravano solo su seconde case e altri immobili come bar, negozi e uffici. Le simulazioni riportate nella tabella si riferiscono a immobili residenziali “non prima casa” e a magazzini, stalle e autorimesse. Non a bar, negozi e uffici che hanno un diverso moltiplicatore. Mostrano quanto si paga nei vari Comuni della Lucchesia per una “non prima casa” con rendita catastale di 600 euro. Oltre alle aliquote, che ciascun Comune stabilisce all’interno di parametri fissati dalla legge nazionale, a determinare l’esborso concorre il destino dell’immobile: se è vuoto e a disposizione del proprietario si paga di più, se è affittato si spende un po’ meno, se è dato in comodato d’uso gratuito ai figli si paga ancora meno.

Affitti e comodati: si cambia. Proprio sui comodati gratuiti ai figli la legge di bilancio 2016 ha introdotto alcune agevolazioni. Gli immobili concessi a un parente in linea retta di I° grado (genitori-figli) godono di una riduzione del 50% della base imponibile. In pratica si paga la metà di quello che si versava fino allo scorso anno. Ma la legge ha una impostazione molto restrittiva e fissa una serie di pre-condizioni: il contratto di comodato deve essere registrato; l’immobile deve essere abitazione principale del familiare comodatario. Inoltre si deve essere proprietari di un solo immobile oppure di due immobili ma in tal caso uno deve essere necessariamente abitazione principale del proprietario. La riduzione si applica sulla base imponibile calcolata a partire dalla rendita catastale dell’immobile. L’aliquota, invece, resta inalterata. L’altra novità riguarda i canoni concordati (non presenti in tabella, dove ci si riferisce agli affitti a canone libero). I contratti a canone concordato potranno beneficiare di una riduzione del 25% dell’aliquota stabilità per l’anno precedente dal Comune. Facciamo un esempio: a Lucca si calcolava l’importo da pagare usando l’aliquota del 5,6 per mille. Ora, invece, l’aliquota è del 4,2. In pratica, per un immobile con rendita catastale di 600 euro si pagano 159 euro invece di 211. Novità importanti che però non tutti i Comuni hanno recepito all’interno delle loro delibere. «Ma fa fede la legge nazionale – spiega Simona De Prete, del Caaf Cgil di Lucchesia e Versilia – I conteggi che abbiamo fatto per i nostri iscritti tengono conto delle riduzioni».

Stesse aliquote anche nel 2017. Le aliquote rimarranno invariate anche l’anno venturo. Lo impone la legge di bilancio. Per controllare l’elenco degli immobili di nostra proprietà, con la relativa rendita catastale, da quest’anno i lucchesi hanno uno strumento in più: il portale del contribuente, attivo dal 1° ottobre. Vi si accede dalla home page del Comune, ma per avere l’abilitazione bisogna prima passare dall’Urp o dall’Ufficio tributi.

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