Il presidio
«Carrefour paga con i voucher»
Il sindacato chiede all’ipermercato di non utilizzare i buoni da 10 euro
LUCCA. Voucher per pagare i lavoratori anche al Carrefour. È la denuncia di Valentina Gullà, segretaria provinciale Filcams-Cgil che parla di una decisione che porta «precarietà e malumore».
«L'azienda, che conta 20mila dipendenti sul territorio nazionale e circa 140 a Lucca - dice Gullà -, già da alcuni anni fa ricorso al lavoro interinale per determinati turni o mansioni. Ad esempio il turno domenicale o festivo viene coperto dal personale interno che pur non avendo l'obbligo si rende disponibile, e per il resto da lavoratori in somministrazione. Adesso anche a Lucca come già in altre città viene introdotto anche il voucher. Il buono, nato per il lavoro occasionale nel settore agricolo, è stato esteso per legge a tutti settori produttivi. Ha il valore unitario di 10 euro lorde per ora di lavoro, comprensive di contributi Inail ed Inps;ciò che effettivamente va in tasca al lavoratore è sempre la stessa somma, indipendentemente dal fatto che presti servizio in un giorno infrasettimanale, nel festivo o di notte». Ma - ragiona Gullà - «si può forse affermare che oggi le aperture domenicali nella grande distribuzione sono occasionali? Si insiste sul fatto che la domenica è il secondo giorno per incassi ma si fanno lavorare le persone alle minime condizioni retributive e senza alcuna tutela rispetto a chi ha un contratto di lavoro, sia esso diretto o in somministrazione».
Ma i “pacchi di Natale” - dice Gullà - «non sono finiti. L'ipermercato Carrefour resterà aperto anche il 26 dicembre, quando i regali di Natale saranno già stati scartati e le pietanze natalizie saranno ancora da digerire. Qual è l'utilità di tale scelta? La Filcams contesta pienamente perché il lavoro festivo nel commercio non è obbligatorio e perché non accettiamo che chi va a lavorare in quei giorni lo faccia in maniera assolutamente precaria. Rispetto al lavoro domenicale ricordiamo poi che a marzo scorso è stato firmato un accordo di negozio tra l'azienda e le organizzazioni sindacali in cui, oltre a prevedere una suddivisione del sacrificio tra tutti con minor impatto possibile, erano previste anche assunzioni per il week end di studenti o disoccupati di lungo corso. Niente di tutto ciò è stato fatto».
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