Il Tirreno

Lucca

Sardelli fa rivivere il Borzacchini

di Paola Taddeucci
Sardelli fa rivivere il Borzacchini

Nel volume del musicologo vent’anni di conversazioni, humor e nonsense con Giorgio Marchetti

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LUCCA. Un regalo molto speciale, in concomitanza con il compleanno. È quello che il musicologo, musicista e disegnatore livornese Federico Maria Sardelli ha pensato per il suo grande amico Giorgio Marchetti, lo scrittore, architetto e umorista scomparso nel settembre 2014 a 71 anni. Marchetti – autore tra l'altro dei memorabili ed esilaranti “Dizionari di Ettore Borzacchini” - era nato il 12 dicembre. E proprio per quella data, oltre al giorno precedente, sarà presentato il libro che Sardelli ha ideato e scritto per lui: “Carteggio Borzacchini-Sardelli 1996-2014”. Le prime due uscite pubbliche del volume, edito da Erasmo, si terranno nelle due città care a Marchetti: l'11 a Lucca, dove era nato e risiedeva, e il 12 a Livorno, patria dei genitori. Un legame speciale lo univa a Sardelli, talento poliedrico come lui. Lo testimonia la corrispondenza – fax, mail, sms, conversazioni pubbliche e private su Facebook - che il musicologo ha ripescato, per farne il libro, negli ultimi venti anni della loro amicizia trentennale.

«Fin dal giorno in cui Giorgio Marchetti ci lasciò – scrive Sardelli – iniziai a raccogliere e rileggere tutto quello che ci eravamo scritti, le poche tracce rimaste di un meraviglioso rapporto trentennale fatto di risate, arguzie e invenzioni continue, nel pietoso tentativo di averlo ancora con me e illudermi di risentire la sua voce. Mi manca, quell'orso alto due metri, bonario e burbero nello stesso tempo, capace di introspezioni fulminanti, di creazioni lessicali geniali». Aveva la capacità di unire il sublime al volgare – sottolinea Sardelli - incantando il lettore con un'affabulazione totalmente nuova, fatta di grande virtuosismo linguistico e profonda conoscenza dell'umanità. Troppi, a suo parere, ne ignorano tuttora il genio. «Ecco perché – spiega – ho deciso di raccogliere ciò che resta delle conversazioni tra me e lui». È un piccolo tassello in aggiunta alla conoscenza dell'opera di Marchetti – riconosce Sardelli –, oggi nota a un pubblico ancora troppo ristretto. «Giorgio, anzi il suo alter ego creativo Ettore Borzacchini – puntualizza -, dev'essere divulgato, letto, conosciuto e collocato al suo posto giusto, accanto a Tito Livio Cianghettini, Giovannino Guareschi, Ennio Flaiano, Achille Campanile». Il carteggio è spassosissimo, pieno di prese in giro, nonsense, parolacce. Del resto, racconta Sardelli, non ci scrivevamo per dirci qualcosa, ma per ruzzare, giocare con le parole, inventare. Due compagni di banco, li definisce nella prefazione Marco Malvaldi, scrittore pisano amico di entrambi: «Due adolescenti di lungo corso che, costretti ad ascoltare concetti detti e ridetti, si scambiano bigliettini in cui scherzano e sorridono, con la facilità tipica di chi ha capito il concetto, e va oltre». L'appuntamento dell'11 dicembre sarà alle 18 nell'auditorium di via San Micheletto. Coordina Michele Cecchini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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