Il Tirreno

Lucca

Mercato, ancora niente assegnazione

di Rossella Lucchesi
Mercato, ancora niente assegnazione

Gli ambulanti si rifiutano di scegliere i posti alle Tagliate. Momenti di tensione a palazzo Santini

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LUCCA. Tutto da rifare. Slitta nuovamente la scelta dei posteggi per quello che dovrebbe essere il nuovo mercato di Lucca. Cala dunque il sipario sulla seconda convocazione degli operatori, andata in scena ieri a palazzo Santini e presieduta dal funzionario Suap Giuseppe Giovannelli. Un'assemblea infuocata, alla quale hanno partecipato in massa gli operatori del mercato ambulante di via dei Bacchettoni che, secondo i piani del Comune di Lucca, dovrebbe trasferirsi nell’area delle Tagliate ai primi di gennaio.

Non sarà però facile tradurre in realtà le decisioni dell'amministrazione, che continuano a scatenare gli animi degli operatori che, per essere presenti all'incontro di ieri, hanno dovuto chiudere i banchi in anticipo e saltare il pranzo. «A dimostrazione della totale assenza di rispetto nei nostri confronti e della volontà di imporci decisioni, a dir poco, nebulose che noi non condividiamo e che decreterebbero la morte del mercato di Lucca» tuonano in coro, mentre presentano un documento nel quale si richiede di sottoscrivere le condizioni, più volte rimarcate, per l'accettazione del trasferimento: rilascio del nulla osta dell'Asl e dei Vigili del fuoco che certifichi la regolarità delle normative sanitarie e di sicurezza dell'area, in primis. Quindi il controllo del Durc di ogni operatore e infine la corrispondenza della cartina ai reali contrassegni dei posteggi con corrispondente metratura. Condizioni che, al momento, non trovano responso e fanno surriscaldare la platea, mentre volano accuse di incompetenza e arroganza all'indirizzo del responsabile del Comune che continua imperterrito a chiamare gli operatori per scegliere il posto.

Inutilmente, perché nessuno si prende la briga di mettere nero su bianco su una decisione a loro parere scellerata e presa senza alcun criterio logico che non dà alcuna garanzia. L'incontro era fissato per le 13.30 con la prima tranche di convocati che hanno atteso il loro turno per rispondere “picche” e dichiarare la volontà di non scegliere, se non dopo la sottoscrizione della prima della lista che però si è rifiutata di firmare. Va avanti così fino a sera, in un'attesa snervante, mentre si attende invano una risposta da parte del sindaco e dell'assessore Giovanni Lemucchi alla proposta della responsabile di Confesercenti Valentina Cesaretti, di bloccare il progetto fino a dopo le festività natalizie, per consentire di rivedere le condizioni e discuterle con gli interessati. «Bisogna dare dignità a 140 famiglie che da oltre un anno si battono per i loro diritti e non intendono fare “salti nel buio” che potrebbero costare cari» dice, dispiaciuta che ancora non si siano sciolti i nodi fondamentali che continuano a essere oggetto della protesta, elencati nel comunicato indirizzato all'assessore al commercio e al dirigente Suap Maurizio Prina. «Dove sono le cartine? Perché, nonostante le promesse, ancora non sono state affisse né inviate a ciascuno di noi per essere visionate e consentirci di capire di che morte dobbiamo morire?» gridano gli operatori, sostenuti a gran voce dalla responsabile di Confesercenti e da Nicola D'Olivo di Confcommercio, insieme al legale dell'associazione di palazzo Sani Diletta Simonetti, decisa a impugnare la procedura, a suo dire irregolare dal punto di vista giuridico. In serata l'avvocato avrebbe ottenuto un appuntamento per venerdì prossimo con Lemucchi, al quale parteciperebbe con una delegazione di operatori del mercato, nell'intento di arrivare a conclusioni chiare sull'annoso problema che ormai si trascina dall'estate 2015. «Bisogna rimandare tutto, perché non ci sono i parametri giusti per il trasloco che presenta troppe criticità» commenta D'Olivo, ribadendo che il mercato ambulante è da sempre una funzione commerciale del centro storico.

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