Il presidio
L’epopea della Smi raccontata con foto, oggetti e video
BARGA. Cent’anni fa, a Fornaci di Barga, venivano azionati gli ingranaggi nei capannoni della filiale di Società Metallurgica Italiana, da tutti più semplicemente nota come Smi. Foto d’epoca...
BARGA. Cent’anni fa, a Fornaci di Barga, venivano azionati gli ingranaggi nei capannoni della filiale di Società Metallurgica Italiana, da tutti più semplicemente nota come Smi. Foto d’epoca ingiallite dal tempo, un video risalente a quel periodo ed alcuni oggetti come telefoni, calcolatori, bilance, macchine da scrivere, macchinari ed altri cimeli sono gli ingredienti d’una mostra desiderosa di raccontare la storia della produzione di metalli in Valle del Serchio, come la metamorfosi urbanistica e sociale di Fornaci, la nuova economia circostante ed inoltre le storie di tanti uomini e donne divenuti operai ed operaie, in questo caso, col piano industriale diretto da una nuova classe dirigente guidata dalla famiglia Orlando. “Cento anni in cento fogli, Fornaci di Barga e la metallurgica della famiglia Orlando” racconterà questo cambiamento: il vernissage è fissato per le 16 di oggi, nelle stanze al piano terra della ex-scuola elementare di piazza IV Novembre. Curata da Sara Moscardini (direttore di Istituto Storico Lucchese sez. Barga) e Ivano Stefani che è un appassionato di storia locale, l’esposizione copre un preciso arco temporale: dai primi del novecento e cioè quando Fornaci, allora nota per la produzione di mattoni in argilla, si stava preparando ad accogliere la “colossale” (così la definì un giornale locale nel 1915) catena produttiva degli Orlando, proseguendo poi verso l’anno dell’inaugurazione e cioè il 1916, le due guerre, arrivando alla decade degli anni ‘60. Un viaggio, questo, pure tra i volti e i ricordi di una comunità e a lei dedicato.
Ad impreziosire la mostra, anche opere di artisti a noi contemporanei: Caterina Salvi, Marco Poma, Nicholas Kraczyna, Tony Phillips e Sandra Rigali. Ospitata nei locali de Il Circolino gestito da Fornaci 2.0 e Comitato 1° Maggio, è stata curata da Istituto Storico Lucchese sez. Barga, associazione Cento Lumi col patrocinio del Comune.
Francesco Cosimini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
