Il presidio
Presagi negativi per il lapideo in calo le commesse dall’Oriente
LUCCA. Segnali di incertezza anche per il lapideo. Almeno questa è «la sensazione di chiusura del 2016», dice Fabrizio Palla, di Savema, coordinatore del gruppo Lapidei. I presagi fanno pensare a un...
LUCCA. Segnali di incertezza anche per il lapideo. Almeno questa è «la sensazione di chiusura del 2016», dice Fabrizio Palla, di Savema, coordinatore del gruppo Lapidei. I presagi fanno pensare a un 2017 difficile. «Il nostro è un settore composito con diverse aree di business, di cui alcune hanno bisogno di tempi medio-lunghi per capire la tendenza di mercato. Quest’anno è stato difficile dopo i livelli record del 2015, in particolare preoccupa la mancanza di progetti e di ordinativi nuovi in previsione futura, soprattutto perché le aree di vendita di un settore in cui la domanda interna è del tutto marginale, stanno vivendo momenti particolari. In primo luogo gli Stati Uniti, al termine di un percorso di crescita forte e dopo anni molto positivi potrebbero far registrare un calo di consumi di pietra. Poi c’è la zona del Golfo Persico dove si registra un clima di incertezza per l’andamento altalenante del prezzo del petrolio passato da 95 dollari al barile a 34 per risalire ora sopra i 50. Una situazione di instabilità che frena gli investimenti e si unisce all’incertezza politica. In Kuwait lo scioglimento anticipato del parlamento ha fatto registrare l’avanzata dei gruppi estremisti musulmani, e qualcosa potrebbe cambiare nei rapporti internazionali».
Poi c’è il tema della sicurezza, a maggior ragione dopo l’ennesimo infortunio mortale a Carrara: «Come Confindustria – prosegue – abbiamo dichiarato guerra all’insicurezza. Lo abbiamo fatto in modo deciso creando il comitato paritetico del marmo con imprenditori e sindacati per formare lavoratori consapevoli del settore sicurezza. Non vogliamo fra noi chi non rispetta le regole di sicurezza». Infine il piano di indirizzo territoriale della Regione: «Nel percorso di transizione – conclude Palla – è stata emanata una circolare che ha peggiorato la situazione interpretando le norme, se possibile, in maniera ancor più restrittiva. Ma bisogna ricordare che le aziende estrattive hanno ben chiaro il valore del paesaggio. Le aziende sono molto legate al territorio e alle sue attività, come dimostrano le coop di Levigliani e di Vagli. Presto presenteremo un progetto di sostenibilità e sarà una delle nostre maggiori sfide per 2017 e 2018». (a.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
