Il presidio
«Le nostre urla non li hanno spaventati»
Parla uno dei titolari del locale “Centoni” (bottino 6.000 euro) già preso di mira: il fratello ha assistito impotente all’azione
CAPANNORI. Uno dei colpi più consistenti la “banda dei bar” lo ha messo a segno al tabacchi Centoni a Zone. E non è la prima volta che il locale finisce nel mirino dei malintenzionati: questo, infatti, è il secondo colpo nel giro di un mese per l'esercizio commerciale che si affaccia sulla Pesciatina. Un colpo identico anche nella dinamica, un particolare che farebbe non solo a una stessa banda che ha colpito più volte la notte scorsa, ma a un’autentica organizzazione che periodicamente ricorre a questo sistema e sempre con il solito obiettivo: bar e locali.
I banditi che hanno utilizzato come “ariete” un pesante tombino in ghisa, evidentementemente sradicato dalla strada, per sfondare la vetrina dell'esercizio, trafugando denaro, sigarette e monetine delle slot macchine per un valore di oltre 6.000 euro (per tacere del danno materiale provocato) prima di darsi alla fuga lungo la via Pesciatina.
Un'azione in fotocopia alle precedenti e alle successive che si è consumata nel cuore della notte sotto gli occhi increduli del titolare Maurizio Centoni, che dalla finestra dell'appartamento al primo piano ha assistito all'intera scena, ma le sue grida e la sirena dell'allarme non sono bastati a mettere in fuga i malviventi e farli desistere dai loro fini predatori: in poco tempo hanno fatto razzia del fondo di cassa e della merce esposta (risparmiando però i “gratta e vinci”), e sono saliti a bordo di una macchina, dileguandosi lungo la strada deserta prima dell'arrivo dei carabinieri, che hanno acquisito i filmati delle telecamere interne ed esterne al locale per risalire agli autori del misfatto.
«È il secondo furto che subiamo in un mese – racconta amareggiato uno dei titolari, Fabrizio Centoni – erano circa le 2,30 di notte quando mio fratello Maurizio ha sentito dei rumori e si è affacciato alla finestra, vedendo un'auto di grossa cilindrata di colore scuro ferma proprio davanti al bar, e poco dopo ha sentito il boato della vetrina che esplode in mille pezzi».
Un rumore amplificato dal contrasto con il silenzio notturno: «Ha fatto in tempo a vedere le sagome dei ladri nell'ombra della notte e sentire un accento, sicuramente non italiano, forse albanese». Probabilmente uno dei delinquenti era rimasto accanto alla macchina a fare da palo, mentre gli altri (due o tre) hanno messo a soqquadro il locale.
Il titolare ha provato a spaventarli, ma le urla non hanno sortito alcuno effetto. I malviventi hanno agito a colpo sicuro conoscendo ormai il locale e puntando alla cassa e agli scaffali dove erano esposte le sigarette e ripulendo anche alcune macchinette delle slot machine. Il bilancio non è di poco conto: «Dobbiamo ancora fare i conti, ma è un ammanco di circa 6.000 euro a cui vanno sommati i costi della vetrina andata in frantumi e della riparazione. È la terza volta negli ultimi cinque anni», dicono esasperati i titolari, che dopo avere subito l'ennesimo raid dei ladri hanno deciso di alzare il sistema di difesa installando grate esterne e un allarme nebbiogeno.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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