Il Tirreno

Lucca

Vincitori e vinti ma le ostilità non sono finite

di Barbara Antoni
Vincitori e vinti ma le ostilità non sono finite

Baccini: il mio impegno politico verrà meno Battistini: non è stato un plebiscito contro Renzi

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LUCCA. Il 5 dicembre è una giornata ferale per il sindaco di Porcari Alberto Baccini, uno dei sostenitori più convinti di Matteo Renzi dal suo esordio in politica. La sconfitta del sì, la sconfitta di Renzi alla fine, potrebbe cambiare le carte anche per lui. «Mesi fa dissi che se Renzi avesse perso al referendum, il mio impegno politico personale sarebbe venuto meno - spiega -. Oggi mantengo quella sensazione. Valuterò: se Renzi non ci sarà più la mia posizione potrebbe cambiare radicalmente. La posizione politica intendo. Non si discute il mio mandato da sindaco, che ha avuto il 75% di consensi e che porterò fino alla fine».

Se Baccini appartiene al gruppo degli sconfitti del referendum, a quello dei vincitori appartengono il capogruppo Pd a Lucca Francesco Battistini e l’assessore Antonio Sichi. Quello del referendum del 4 dicembre «è stato un voto che significa molto. Non lo ritengo un plebiscito contro Renzi ma un segnale forte che la gente vota ascoltando. Per questo mi auguro quanto prima nel mio partito un confronto territoriale: bisogna trovare una soluzione, l’assemblea comunale è spaccata a metà e quindi ancora di più il Pd locale adesso deve darsi una struttura», dice Battistini. Da parte sua Sichi, in giunta come esponente della sinistra, nelle prime ore di ieri ha esordito su Facebook scrivendo che «anche dopo la dolorosa rottura bisogna subito lavorare per l’unità. A Lucca non abbiamo bisogno di strateghi né di personalismi: c’è bisogno di ritrovare quello spirito di comunità partendo dalla conferma di Alessandro Tambellini come candidato di tutto il centrosinistra». Sichi spiega questo “avviso” come «messaggio personale» che non va a sedare tensioni ma a prevenirle. «La mia scelta di votare no - spiega - non era contro il governo ma per tutelare la Costituzione».

Il sindaco di Capannori e presidente della Provincia Luca Menesini, il più attivo con i comitati del sì, ammette la sconfitta: «Ha vinto senza esitazioni il no. Si è provato in questi mesi a togliere al referendum il sapore di voto politico sul governo ma niente. È stato impossibile. Si sarebbe dovuto votare sulle modifiche alla carta costituzionale. Un cambiamento che avrebbe dato stabilità e velocità all’azione governativa e parlamentare. E invece nulla. La voglia di mandare Renzi a casa ha prevalso. Si è persa un’occasione: vediamo che succede nei prossimi mesi». Tra gli sconfitti anche l’ex sindaco Pietro Fazzi, oggi capogruppo di Liberi e Responsabili, schierato per il sì: «Che legnata!», scrive su Facebook, come sintesi della sua percezione dopo il referendum.

L’esultanza dei vincitori, di variegati schieramenti politici, è forte. «Anche Lucca ha detto no a Renzi - afferma il capogruppo di Fi a Lucca Marco Martinelli -. Con la fondazione della Libertà, presieduta dal senatore Altero Matteoli, abbiamo costituito anche sul nostro territorio comitati per il no che ci hanno permesso di incontrare tanta gente che aveva voglia di cambiare veramente. Adesso ci aspettiamo un impegno concreto anche della classe dirigente di Fi che miri a ricompattare il partito e il centrodestra per affrontare gli impegni elettorali di primavera 2017».

E poi Claudio Cantini di Lucca civica, consigliere di maggioranza a Lucca. «Sarebbe facile girare il coltello nella piaga di chi ha perso le elezioni; sarebbe facile prendere in giro molte persone. Personalmente, da convinto sostenitore del no, porto rispetto a tutti coloro che non erano dalla mia parte. A loro dico: combattiamo insieme per applicare la Costituzione per far diventare l’Italia un posto migliore. Le divisioni non portano a nulla».

«Una partecipazione straordinaria, un’affermazione del no oltre ogni aspettativa - interviene Luca Baccelli, docente di filosofia, anima del comitato per il no di cui faceva parte anche la Cgil provinciale -. Il risultato del referendum è stato la migliore dimostrazione di quanto fosse sciagurato il progetto di riforma costituzionale: un tentativo di espropriare la rappresentanza e concentrare ulteriormente il potere nell’esecutivo, indebolendo garanzie, contrappesi, istituti di rappresentanza. La Costituzione ancora una volta è stata difesa di cittadine e cittadini. E nel nostro paese si è diffusa grande voglia di capire e informarsi al di là della propaganda». I consiglieri comunali Roberta Bianchi (Federazione della sinistra) e Roberto Lenzi (Idv) ringraziano «tutti i cittadini lucchesi di qualsiasi schieramento che con il loro no hanno respinto la riforma costituzionale voluta dal governo Renzi. Il 24 maggio 2016 il consiglio comunale di Lucca aveva respinto un ordine del giorno a favore del no con il voto del sindaco Tambellini, del presidente Matteo Garzella e di Battistini».

Garzella, da sostenitore del sì, si dispiace della sconfitta. E ribadisce che «il voto sulla riforma costituzionale è stato in prevalenza un voto antigovernativo, di bocciatura del governo Renzi. A Lucca, il voto antigovernativo dimostra insoddisfazione verso il governo del Comune. Il centrosinistra scelga il suo candidato sindaco con le primarie. Non farle significherebbe andare dritti alla sconfitta alle amministrative».

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