Il presidio
Pronto soccorso, il primario manca ormai da due anni
Rossi in pensione a fine 2014, da allora c’è il facente funzione Il paragone con la costa: in Versilia sostituzione in 6 mesi
LUCCA. AAA cercansi medici. Al pronto soccorso dell'ospedale San Luca non resta che mettere un annuncio. Nonostante le rassicurazioni offerte dai vertici dell'azienda sanitaria nell'incontro dello scorso agosto in prefettura e durante la conferenza dei sindaci di settembre, i tre medici (oltre al primario) che mancano al monoblocco di San Filippo non sono ancora stati individuati. Non solo: anche dei concorsi non c’è traccia, nonostante fosse stato più volte ripetuto che Estar aveva avviato le procedure per i bandi. Una situazione di carenza di personale che, aggiunta all'insoddisfazione per il piano di riorganizzazione del pronto soccorso, presentato dieci giorni fa dal direttore sanitario Mauro Maccari, ha mandato su tutte le furie i sindacati, che a giorni dirameranno un comunicato con le loro controproposte. Qualora l’azienda dovesse respingerle, lo stato di agitazione sarebbe inevitabile.
A far arrabbiare i lucchesi, c’è poi il paragone con la vicina Versilia. Nell'ospedale della costa la sostituzione del primario del pronto soccorso è avvenuta in tempi rapidi, anzi rapidissimi. Ad aprile è andato in pensione il vecchio direttore Sergio Miletti e a novembre si è insediato Giuseppe Pepe, 44enne proveniente dall’ospedale fiorentino di Careggi. Sei mesi e poco più per fare il concorso e individuare il vincitore tra i 165 partecipanti. A Lucca, invece, i tempi sono assai diversi. Il vecchio primario, il dottor Marco Rossi, è andato in pensione a fine dicembre 2014. In pratica due anni fa. Da allora il ruolo di responsabile è ricoperto da un facente funzione, la dottoressa Fabiana Frosini. Possibile che in tutto questo tempo non ci sia stato tempo di bandire il concorso, mentre in Versilia la questione si è risolta in soli 6 mesi? Una domanda a cui i vertici dell’azienda dovranno dare risposta.
C’è poi la questione dell’assunzione degli altri tre medici che dovrebbero portare il numero di quelli in organico da 22 a 25. A quanto pare l’azienda le ha provate tutte per trovare il personale e integrare la pianta ma finora con scarsi risultati. Dato che le vecchie graduatorie sono esaurite e in attesa di bandire nuovi concorsi (ma anche di questi non c’è traccia), mesi fa l’azienda aveva provato a ingaggiare con contratti a tempo medici disponibili sul libero mercato. Ma Lucca, a quanto pare, non è una meta gradita e per di più i dottori con una specializzazione in medicina d’urgenza e accettazione non abbondano. La questione avrebbe dovuto risolversi entro novembre, tanto che i lavoratori avevano accettato un “accordo ponte”: più ore di lavoro con “l’attività incrementale” (pagata meglio della reperibilità), ma solo fino all’arrivo dei nuovi innesti. Che, però, non si sono ancora visti.
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