Il Tirreno

Lucca

Mercato, furia ambulanti e rimane il nodo dei posti

di Rossella Lucchesi
Mercato, furia ambulanti e rimane il nodo dei posti

Infuocata assemblea degli operatori contrari al trasloco da via dei Bacchettoni Si va verso il rifiuto delle proposte del Comune e si dibatte sui 48 “irregolari”

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LUCCA. «Non siamo burattini da manipolare a piacimento di chi non ha nessun rispetto di noi, soltanto per soddisfare le richieste che arrivano dall'alto e giustificare così gli oltre 800.000 euro spesi per riqualificare un’area che porterà svantaggi e problemi per tutti, sia dal punto logistico che lavorativo. Senza contare le problematiche legate al rischio di sicurezza e salute per noi operatori e per gli utenti, gran parte dei quali perderemmo sicuramente, insieme ai turisti che qui non verranno mai». Sono sempre più arrabbiati gli operatori del mercato di via dei Bacchettoni nei confronti dell'amministrazione comunale che intende far traslocare a breve i banchi in piazzale don Baroni alle Tagliate.

La maggior parte non vuole lasciare la zona dove opera da anni per i motivi più volte ribaditi, mentre la battaglia prosegue e promette di farsi sempre più agguerrita. Tante le questioni sul piatto della bilancia. In primis l'aspetto della salute, ribadito anche in un documento controfirmato da oltre cento operatori, nel quale si chiedono rassicurazioni “nero su bianco” da parte dell'Asl circa il problema della promiscuità, visto che sull'area gravitano situazioni temporanee e definitive come il campo profughi e i vari circhi equestri che in alcuni periodi dell'anno vi stazionano per settimane con animali che si aggirano liberamente, senza considerare le polveri sottili provocate dal continuo andirivieni di automezzi. «Non ci sembra il massimo dell'igiene - dicono - dato che ci sono anche diversi banchi di generi alimentari che rischiano la contaminazione dei loro prodotti. Per questo siamo pronti a presentare denuncia per omissione di atti d'ufficio». Non demordono, dunque, e intendono andare avanti con ogni mezzo lecito consentito perché, dichiarano, ne va della sopravvivenza di oltre 130 famiglie.

Lo hanno ribadito ieri nel corso di un'assemblea tenutasi nella sede di Confesercenti, alla quale ha partecipato quasi un centinaio di operatori che, documenti alla mano, hanno rimarcato le motivazioni della protesta che intendono portare avanti anche il prossimo mercoledì, quando saranno nuovamente chiamati a firmare per la scelta del posteggio. L'ipotesi più accreditata è un nuovo rifiuto a quelle che definiscono imposizioni assurde che ancora presentano parecchie incongruenze, come la mancata affissione in Comune della mappa dei banchi, ma anche la garanzia, per i primi due anni, di non dover pagare costi aggiuntivi per eventuali ampliamenti degli spazi. Dunque, molto probabilmente anche stavolta l'incontro andrà a vuoto, perché i firmatari sono decisi a fare dietrofront senza firmare.

Ad appoggiare la tesi degli operatori la responsabile di Confesercenti Valentina Cesaretti che, dopo aver cercato di placare gli animi dei presenti, decisamente surriscaldati, ha annunciato che ci sarà anche lei, per cercare una via di concertazione che, a questo punto, appare sempre più distante. «Ma soprattutto, spiega, per formulare un'ulteriore richiesta di annullamento del progetto che dovrebbe essere rivisto nella totalità. A nulla sono serviti finora i tentativi di concertazione con il Comune, al quale avevamo presentato richieste precise, rimaste inascoltate, come la campagna di comunicazione sul tema, mai iniziata. Adesso che i nodi vengono al pettine, bisogna agire e io sarò al vostro fianco, a patto di portare avanti una protesta pacifica che, speriamo, porti buoni frutti e convinca gli amministratori circa l'inefficienza del progetto».

Tra i punti oggetto dello scontento i 48 operatori «non in regola» con le normative Inps, suolo pubblico e Durc che, secondo i colleghi «corretti» dovrebbero prima mettersi in regola, poi scegliere il posto, cosa che sembra non essere stata considerata dall'amministrazione comunale. E poi c'è la questione delle marcature dei posti, affidate a una coop «che, stando ai risultati, non sembra possedere le competenze, viste le cancellature e i segni confusi tracciati. Senza considerare la rete collocata laddove il fondo avrebbe dovuto essere asfaltato per la posizionatura dei banchi e che invece giace su terra battuta che con la pioggia diventa fango.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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